Troviamo un'altra traccia che arriva dalla sinistra. Per un tratto il percorso si trasforma in una larga mulattiera (m. 1270). Ci incamminiamo in leggera salita seguendo l'asfalto e lasciando a destra una stradina sterrata con divieto di transito ai veicoli. Un cartello indica la Via Priula nelle due direzioni di marcia. Percorriamo un tratto su sentiero sterrato. Troviamo delle pietre collocate di traverso al sentiero per dirottare l'acqua alla sua destra (m. 1405). Passiamo su un ponticello con le sponde, il cui fondo è formato da listelli di ferro distanziati, con il quale superiamo un canale in cemento nel Prendiamo una mulattiera, con qualche basso gradino di legno e con un muretto alla sinistra, indicata dal segnavia 113 a bandierina e da una freccia Subito dopo ignoriamo un sentiero che sale a sinistra e proseguiamo diritto in leggera salita. Rientriamo nel bosco (m. 1120) e con due tornanti sinistra-destra riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 1140). Torniamo a salire. sinistra ci sono due tralicci. Un rivolo attraversa il sentiero. Passiamo tra due tralicci (m. 1960). Proseguiamo tra prati e alcuni alberi. Entriamo in un bosco. E' poi la volta di un tornante destrorso (m. 1085) seguito da un tratto allo scoperto inizialmente in leggera salita e poi con maggiore pendenza. Continuiamo quasi in piano con un sentiero tra l'erba. Quando la strada si avvicina al fiume, riprendiamo il percorso sulla sinistra e, salendo nel bosco, arriviamo al ponte Contagocce, dove attraversiamo il Brembo. Proseguiamo quasi in piano. Molto più in alto invece scorrono i cavi dell'alta tensione. vediamo un bollo rosso. Un ruscelletto passa sotto alla sterrata. In leggera discesa rientriamo nel bosco. Proseguiamo in lievissima salita seguendo tracce di sentiero tra l'erba e passiamo sul retro della baita a circa cinquanta metri di distanza. Con protezioni di legno alla sinistra arriviamo ad un tornante destrorso. Percorriamo due semicurve sinistra-destra. Alla sinistra, oltre una fila di alberi, c'è sempre il prato (m. 1120). Torniamo a salire e superiamo due tornanti sinistra-destra (m. 1235). Terminato il pianoro, passiamo tra due tralicci e transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione (m. 1740). E' un tracciato ricco di fascino, che permette di raggiungere il rifugio in circa 4 ore. Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire. Dopo pochi passi quasi in piano e un tratto in salita, proseguiamo con poca pendenza. Proseguiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano. possibili piene improvvise (m. 1435). (m. 1875). Percorriamo due tratti in leggera discesa alternati ad altrettanti quasi in piano. Andiamo a destra, in leggera salita tra le case, e raggiungiamo uno slargo dove troviamo una fontana con tre vasche e un tavolo in legno con relative Poco dopo raggiungiamo Piazza San Marco dove lasciamo la macchina nel parcheggio alla destra. Continuiamo con un tornante destrorso. Alla sinistra ci sono delle vecchie protezioni di legno. (m. 1320). Superiamo una stanga di colore verde che troviamo aperta. Superiamo un breve tratto allo scoperto e poi, in leggera salita, rientriamo nel bosco (m. 1210). Trascuriamo un sentiero con gradini in legno che sale a destra. Torniamo a salire e, dopo aver superato un gruppo di alberi, attraversiamo un'altra zona con delle pietre franate, all'inizio della quale sulla destra Con una semicurva aggiriamo una casa che vediamo poco più in alto a sinistra. Un rivolo passa sotto alla stradina che diventa più larga e torna ad avere il fondo in cemento. Quasi in piano attraversiamo un fitto bosco di pini e abeti. Tre cartelli colorati segnalano infatti verso destra: 1 Via Priula (fondo rosso), 3 Sentiero Losc (m. 935) a ore 0.20, Diga Alta Val Mora (m. 1547) a ore 2.15, Passo S. Marco (m. 2000) a ore 4. Quando la raggiungiamo vediamo che regge un segnavia indicante Cantedoldo a ore 0.40 nella dietro: Cantedoldo a ore 1.20, Casera Gambetta a ore 0.40, Mezzoldo a ore 2, Averara a ore 2.30. lo proteggesse dalle terribili streghe che da sempre infestano la valle Viaga". In basso, a destra, vediamo delle mucche al pascolo. Il percorso è ben marcato.   Qualche passo più avanti, alla sinistra, troviamo un'altra stalla/fienile; su di uno spigolo dell'edificio vediamo un bollo bianco-rosso. Ci incamminiamo in piano su di una sterrata. Lasciamo poi alla sinistra una vecchi baita (m. 1050). Subito ne percorriamo uno destrorso camminando tra radi alberi. Alla destra in basso sono ben visibili il lago e la diga. Dopo il ponte giriamo ancora a destra e continuiamo in salita con il fondo in cemento. Sul lato destro scende un muretto in cemento e pietre a rinforzo della mulattiera (m. 980). Proseguiamo con altri due tornanti vicini sinistra-destra (m. 1825). Quella marcata con qualche bollo bianco-rosso, sale a destra puntando ad una palina di legno Passiamo sotto ai cavi dell'alta tensione. Il sentiero diventa una mulattiera. Entriamo in un bosco dove prevale l'abete bianco e passiamo accanto ad un cartello che indica una zona di caccia (m. 1005). costruire 400 anni fa dalla Repubblica di Venezia per collegare il versante valtellinese con dopo a destra in Via Montalcini che, più avanti, con un tornante sinistrorso, da origine alla provinciale 8. In leggera salita, una dopo l'altra, percorriamo due curve a destra e, in entrambi i casi, guadiamo un torrente che scende dalla montagna alla sentiero che sale dalla destra. Un cartello indica la Via Priula in entrambe le direzioni. Giriamo a destra e percorriamo un tratto infangato. Alla destra c'è una bacheca con un cartellone che spiega come funziona una "carbonaia". Vediamo una Alla destra, un apertura tra gli alberi consente una veduta del lato opposto della valle completamente coperto dai boschi (m. 1405). Superato il ponte, dopo una breve discesa, ci immettiamo sul percorso principale precedentemente descritto con il quale proseguiamo il nostro cammino Alla sinistra troviamo un baitello di pietra con il tetto di lamiera (m. 1120). Alla destra c'è una grande vasca abbeveratoio in cemento. Qui troviamo il bivio dove sulla sinistra si stacca la Poi, con una semicurva a sinistra, ce ne allontaniamo. Alla sinistra da un tubicino bianco esce dell'acqua. Riprendiamo a salire e raggiungiamo una catasta di legna. rosso-bianco-rosso): Incrocio 133 per Cantedoldo a ore 0.30, Gambetta a ore 0.45, Cà San Marco a ore 1.45; a destra (bolli rossi): X Gambetta Incr. Possiamo lasciare la macchina nel parcheggio del Rifugio Madonna della Neve che si raggiunge proseguendo diritto al tornante n. 1 oppure ai bordi della strada, ove possibile, prima di questo tornante del decimo tornante (m. 1770). Subito dopo, alla sinistra c'è una casa. Qui troviamo il bivio dove sulla sinistra si stacca la Camminando tra le case ignoriamo Via Braga che scende alla destra. Su di un albero vediamo dei segnavia che indicano davanti la Cà San Marco e dietro Cantedoldo. Sulla parete alla destra del baitello Poco prima del km 42 giriamo a sinistra (cartello: Averara) e prendiamo la SP 8. Giriamo a sinistra e raggiungiamo il Passo San Marco (m. 1992). Il sentiero diventa mulattiera. Sempre camminando sotto ai cavi ne percorriamo un altro sinistrorso (m. 1735). Alcuni gradini scendono Lo spiazzo, attraversato da un torrente, e' racchiuso tra ripide scarpate e pietraie, mentre dappertutto si osservano muretti e cumuli di sassi ammucchiati allo scopo da estendere la superficie del pascolo. Presso un tornante sinistrorso troviamo un segnavia che indica la Via Priula (m. 1455). Alla sinistra c'è un doppio muretto con funzione di contenimento. seguiamo un'altra che piega un poco a sinistra e in leggera discesa entra nel bosco, un po' più in basso. Poco dopo sulla destra troviamo una serie di pali messi a rinforzo. Dopo pochi passi quasi in piano, percorriamo un tornante destrorso e ci riportiamo sotto ai cavi dell'elettrodotto più a sinistra. Troviamo un altro rivolo che attraversa il cammino e una corta protezione in legno sulla destra. Ci troviamo al termine Dopo un breve tratto in salita, proseguiamo quasi in piano (m. 1245); poi torniamo a salire. Camminando tra un muro alla sinistra e un muretto alla destra ci immettiamo su di un altro sentiero passando accanto ad un cippo che recita: "Pieve Percorriamo un tratto quasi in piano su sterrato. Continuiamo a scendere con altri tre tornanti sx-dx-sx e poi con alcune semicurve (m. 1120). Attorno ci sono delle betulle mentre i cavi scorrono sopra di noi, seppur leggermente alla sinistra. Dal basso sentiamo provenire il fragore di un torrente. Vediamo un segnavia 110. Caprile Inferiore a ore 1.50, Averara a ore 2.20. dapprima in un tronco scavato e poi in una grata. Subito dopo, in leggera salita, giriamo a destra e attraversiamo il letto di un torrente in secca (m. 1440). Nuovamente su sterrato percorriamo una ampia curva a sinistra. Con la statale 38 della Valtellina arriviamo a Morbegno. troveremo in seguito. Sempre camminando sotto ai cavi superiamo un tornante sinistrorso (m. 1670). Attraversiamo una piccola pineta e continuiamo tra alberi radi (m. 1500). Davanti vediamo un bosco. Ora la mulattiera è inerbita. panche. Con la SS 470 della Val Brembana arriviamo al bivio di Lenna dove giriamo a sinistra per prendere la SP 1 che sale al Passo S. Marco. dello slargo un segnavia indica davanti la Via Priula. (m. 842) a ore 0.30; dietro: 13-15 Santa Brigida; Caprile Superiore (m. 970) a ore 0.20, Loc. In basso a destra ci sono i ruderi di un baitello. Il sentiero si divide in due tracce parallele e seguiamo quella alla sinistra che scorre più alta rispetto all'altra (m. 1610). Ora ci sono delle protezioni di legno alla destra. Poi, quasi in piano, lasciamo a sinistra la base in cemento di un traliccio (m. 1900). Percorriamo un tratto con delle protezioni di legno alla destra. Quasi in piano, poco dopo, percorriamo un tornante destrorso dove ritroviamo i cavi dell'alta tensione. Alla destra ci sono dei paletti di legno che reggono due cavi di acciaio. Riprendiamo a salire. Passiamo accanto ad alcuni massi franati (m. 1270). Ci immettiamo su di una sterrata. Raggiungiamo un altro ponticello, identico al precedente (m. 895) oltre il quale proseguiamo ancora accompagnati da un muretto di pietre sulla sinistra. seguendo la strada (m. 965). In basso alla destra vediamo una baita. Aggirato verso destra un dosso erboso, cominciamo a vedere il Rifugio San Marco 2000. Alla sinistra c'è una casa situata più in alto mentre a lato della mulattiera c'è un muro di rinforzo sul quale vediamo un segnavia a bandierina (m. 1030). Poco dopo raggiungiamo una palina con dei segnavia che indicano con il sentiero 113 verso destra: Cantedoldo a ore 0.50, Gambetta a ore 1, Attraversiamo il vasto parcheggio sterrato e prendiamo la stradina asfaltata che consente l'accesso in auto a questo rifugio. Proseguiamo quasi in piano con i tralicci alla sinistra. Loc. Ora saliamo dei gradini, accompagnati alla sinistra da protezioni in ferro. Superiamo una zona con pietrisco franato. Un ruscello scende dalla sinistra e passa sotto alla sterrata (m. 1625). Ora il muretto in cemento è alla sinistra, vale a dire sempre sul lato a monte. ;a destra: Eremo; a sinistra: 13-15 Santa Brigida, Loc. In questa zona gli alberi ai lati sono a una certa distanza dal sentiero (m. 1575). Poi ritorna sentiero. Qui alla sinistra si stacca la stradina che conduce alla Cà San Marco, ben visibile circa 500 metri più avanti. Percorriamo pochi passi in discesa seguiti da altrettanti in salita. Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 950). Qui troviamo anche una palina con vari segnavia che indicano a destra con il sentiero 113: Piazzoli Arriviamo ad un bivio (m. 1690). Nel centro di Averara imbocchiamo la stretta strada della Val Moresca e, ignorando alcune deviazioni (Via Piazzola - Via Cascine) la percorriamo per Subito dopo, in alto a sinistra, vediamo una vecchia cascina. Ignoriamo il Sentiero dei Misteri che prosegue diritto e girando a destra attraversiamo il ponte gettato sulla Continuiamo con un tratto in salita ed un altro in lieve discesa. Accompagnati da protezioni di legno alla destra arriviamo ad un tornante sinistrorso dove, seguendo una freccia rossa, ignoriamo un sentiero che prosegue diritto. La aggiriamo quasi in piano con una curva a sinistra e torniamo nel bosco. Un cartello su di un albero indica dietro Mezzoldo con il sentiero 113 a coloro che procedono in senso opposto (m. 1575). sono le Baite del Losco. Benigni – Passo San Marco) segnavia 101, o come terza tappa del sentiero Gran Via delle Orobie ( rif.