Trovato il luogo adatto, stabiliscono in primis dove piantare la tenda del comandante (praetorium) e lungo quale lato accampare le legioni. Registrazione: n° 20792 del 23/12/2010 ©2000—2020 Skuola Network s.r.l. Lungo il lato superiore di questa via erano alloggiati gli altri equites extraordinarii, rivolti verso forum, praetorium e quaestorium. A custodia del quaestorium erano normalmente predisposte tre sentinelle, due invece a custodia delle tende di ciascuno dei legati e dei membri del consiglio di guerra (consilium), tra cui vi potevano essere anche dei senatori amici del console. Lo spazio vuoto del campo che rimaneva alle due estremità di questi extraordinarii (vacuum), era riservato alle truppe straniere e agli alleati che si aggiungevano a campagna inoltrata, occasionalmente. Poi i tribuni assegnavano i rispettivi incarichi sia ai manipoli dei principes, sia a quelli degli hastati di ciascuna legione. [75] Accanto a questi edifici c'erano poi quelli dei tribuni militari e i baraccamenti dei legionari e dei loro centurioni. Nel mezzo vengono poste le tende degli ufficiali (quaestorium) e quella del comandante (praetorium), che assomiglia a un tempio. Il sostantivo maschile locus, i “luogo”, presenta al plurale due diverse forme, una maschile loci (per indicare i passi di un testo) e una neutra loca (per indicare i luoghi geografici) La palizzata difensiva (vallum), posta su tutti i lati del campo, distava dai primi alloggiamenti duecento piedi (pari a 71 metri circa), in modo che questo spazio vuoto potesse essere:[29], Nel caso in cui il numero degli alleati o di quelli che partecipavano ad una spedizione militare, anche ad operazioni in corso, risultava maggiore del solito, agli alleati occasionali facevano occupare gli spazi situati ai due fianchi del praetorium, riducendo quelli di forum e quaestorium sulla base delle nuove esigenze dell'esercito. Quest'ultimo, come consuetudine, dà loro la parola d'ordine e tutte le altre disposizioni della giornata. Questi ultimi infatti, quando piantano l'accampamento, ritengono sia di somma importanza adattarsi alle difese naturali del luogo stesso, sia perché così evitano di faticare con la costruzione di fossati, sia perché credono che le difese artificiali non possano eguagliare quelle naturali, che il terreno può loro offrire. ... Posted on 1 luglio 2017 by ShipOfTheseus in Latino, Particolarità • Contrassegnato da tag Pluralia tantum • Lascia un commento Singularia tantum della seconda declinazione. Si racconta che l'esercito romano, dovendo condurre campagne militari sempre più lontane dalla città di Roma (a partire dalla fine del IV-inizi del III secolo a.C.), fu costretto a trovare delle soluzioni difensive adatte al pernottamento in territori spesso ostili. [72] Lungo le mura o la palizzata, vi erano poi le porte, accanto alle quali sorgevano due torri, la cui forma era quadrata o rettangolare nel II secolo; da Marco Aurelio in poi con forma arrotondata o pentagonale. [10] Esso presentava una pianta quadrata e una struttura interna adoperata anche nella pianificazione delle città: strade perpendicolari tra loro (chiamate cardo e decumano) che formavano un reticolato di quadrilateri. Le dimensioni potevano variare notevolmente, anche se un esercito in marcia di due legioni e relative truppe alleate o ausiliarie, poteva utilizzare un'area complessiva di circa 50 ettari o più, come risulta dai numerosi campi da marcia rinvenuti ad esempio in Britannia durante la sua conquista. [27], Di fronte a questi cavalieri e rivolta verso la palizzata, era accampata la fanteria scelta, che svolgeva lo stesso servizio della cavalleria a vantaggio del console e del questore. LATINO. Deve essere notato che l'utilizzo del termine castra, anche per il singolare, ha un'accezione chiaramente militare come riferisce il grammatico Servio,[1] mentre castrum può essere adoperato ambiguamente anche per opere civili con scopi di protezione. I Romani, al contrario, preferiscono fare la fatica di scavare i fossati e di costruire le altre opere di fortificazione per avere sempre un unico tipo di accampamento, sempre uguale e ben conosciuto a tutti.», Una volta che l'esercito in marcia si avvicinava al luogo in cui porre il proprio accampamento, un tribuno insieme ad un gruppo di centurioni, a cui normalmente era affidato questo compito, andavano in perlustrazione e ispezionavano attentamente l'intera area. [72] Le torri di avvistamento erano poi presenti lungo l'intero perimetro della fortezza (normalmente di 500x400 metri circa), distanziate le une dalle altre ad intervalli regolari (con misure variabili), mentre le prime torri ad angolo esterne al tracciato delle mura fecero la loro prima apparizione dopo le guerre marcomanniche, non in tutti i settori del limes. Registrazione: n° 20792 del 23/12/2010 I baraccamenti era strutture atte ad alloggiare ciascuna centuria di legionari, pari a circa 80 uomini. Seguiva poi l'ala destra degli alleati (socii), le rispettive salmerie, la prima legione romana con alle spalle le proprie salmerie, la seconda legione, seguita a sua volta dai propri bagagli e da quelli degli alleati, che chiudevano la colonna alla retroguardia con l'ala sinistra. Infine, un manipolo a turno montava giornalmente la guardia al praetorium, per proteggere il console da eventuali attentati. [47] Una volta selezionati i quattro uomini della prima turma, scelti dagli optiones, si procedeva al sorteggio del rispettivo turno di guardia. I Romani, quindi, che lo avevano sconfitto ai Campi Ausini nei pressi di Malevento, una volta occupato il suo campo militare e osservata la sua struttura, arrivarono a tracciare con gradualità quel campo che oggi a noi è noto.». Alla seconda declinazione in latino appartengono nomi maschili, femminili (pochi, in prevalenza nomi di piante), ... castello CASTRA, ORUM n. accampamento IMPEDIMENTUM, I n. impedimento ... Adesso siete veramente edotti sulla seconda declinazione del latino, con desinenze e particolarità. Queste strutture avevano così, oltre ad un prioritario ruolo militare, anche quello di diffondere la cultura e le leggi imperiali, oltre a promuovere i commerci con il mondo dei barbari lungo le frontiere dell'impero romano. Lungo la via pretoria si trovavano la porta Praetoria e la porta Decumana, mentre lungo la via principalis si trovavano la porta Principalis dextera e la porta Principalis sinistra. Il lato del quadrato occupato dai cavalieri misurava cento piedi, mentre non era così quello degli alleati. Le fortezze in questione erano costruite durante la dinastia dei giulio-claudi in terra e legno[72] e avevano forma di un quadrilatero irregolare. Nel cortile interno è, inoltre, collocata spesso la fortezza signorile, la rocca, residenza della massima autorità locale o del suo vicario, nonché sede delle milizie e degli organi della sua curia. A titolo di esempio si confrontino le descrizioni dei "quartieri invernali" che Cesare adottò al termine delle campagne militari annuali nel corso della sua conquista della Gallia. [21], Dopo i triarii, facevano accampare di fronte i principes, mettendoli ad una distanza di cinquanta piedi gli uni dagli altri. Nel caso le stesse fossero state consegnate tutte, essi potevano ritirarsi senza che venisse promossa alcuna inchiesta. Si racconta che durante l'ultimo anno dell'assedio di Veio (inverno del 397-396 a.C.), anziché cessare l'assedio nei tempi soliti per permettere agli agricoltori di lavorare le loro terre, un esercito stipendiato poté essere tenuto indefinitamente sotto le mura della città etrusca. Hai bisogno di aiuto in Grammatica latina? Vi è da aggiungere che vi era una via tra la quinta e la sesta turma di cavalleria, ad una distanza di cinquanta piedi; la stessa cosa era fatta con le unità di fanteria, in modo tale che in mezzo alle legioni si andava creando una via di passaggio, parallela alle tende dei tribuni. [41] Al fine poi di assicurarsi che la parola d'ordine, durante la notte, venisse trasmessa in modo adeguato all'interno dell'accampamento militare, venivano prima scelti i tesserarii di ciascun manipolo, ai quali il tribuno consegnava, ogni giorno al tramonto, la parola d'ordine, scritta su una tavoletta di legno (tessera). In questo modo, quando le legioni in marcia si avvicinavano al luogo destinato all'accampamento, tutto risultava visibile ed evidente, in modo tale che ciascuno fosse in grado di individuarne il proprio settore di appartenenza e iniziare a costruirvi i propri alloggi senza commettere errori di identificazione del luogo a lui preposto. Le dimensioni di questi primi due edifici variavano da fortezza a fortezza, anche se normalmente presentavano misure pari a 70x100 metri circa. Registro degli Operatori della Comunicazione. [74], Vale la pena ricordare tra gli edifici principali delle fortezze legionarie i Principia, ovvero quegli edifici che ne rappresentavano il centro amministrativo, di fronte agli edifici dove era alloggiato il comandante della legione (legatus legionis), il Praetorium. PER INIZIARE. [79][80], Sebbene avessero dimensioni inferiori a quelle delle fortezze legionarie (vedi sopra), erano strutturate in modo analogo. Le fortezze legionarie permanenti derivavano la loro struttura dagli accampamenti di marcia o "da campagna". la via Quintana). oro          (ingl.) [49], All'alba, tutti quelli che avevano effettuato il servizio di ronda riportavano al tribuno le tesserae. [60], Le buccine danno un terzo squillo, per spronare quelli che per qualche ragione siano in ritardo, in modo che nessuno si attardi. Contemporaneamente misuravano e tracciano altre linee, dalla parte opposta del praetorium, dove andavano posizionati i contingenti di extraordinarii. Nei casi in cui il castrum designa, invece, un’area non munita - come in alcuni esempi siciliani dell’XI secolo - si assiste alla sua trasformazione in sobborgo del fortilizio e della zona più alta e protetta dell’abitato dai quali viene ben controllato e protetto. [23], Una volta posizionate le due legioni romane al centro (lungo la via Praetoria), si procedeva con le forze degli alleati (socii). Ricordiamo che il numero dei fanti alleati era pari a quello dei fanti delle legioni romane (dai quali però andava sottratta la quinta parte per formare il contingente di extraordinarii), mentre quello dei cavalieri era triplo rispetto al contingente romano (da questi andava tolta la terza parte, che veniva messa a disposizione del contingente di extraordinarii). Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni. E così, nel predisporre il piano generale dell'accampamento, sono costretti a cambiare continuamente il suo assetto [...] per cui nessuno sa mai con precisione quale sia il suo posto e della propria unità. [39], I velites completavano, infine, il servizio di guardia, presidiando l'esterno dell'accampamento e disponendosi ogni giorno lungo l'intero vallum. Gli uomini del servizio di guardia erano, pertanto, interrogati e messi a confronto con il cavaliere di ronda per capire se le responsabilità fossero delle sentinelle oppure del cavaliere di ronda. [33], Quando tutte e quattro le legioni e i due consoli erano riuniti in un unico accampamento, il metodo utilizzato era quello di disporre i due eserciti consolari in modo speculare, uno di fronte all'altro, rivolti in direzioni opposte tra loro e uniti lungo i rispettivi alloggiamenti degli extraordinarii. impedimenta, impedimentorum bagagli dell’ esercito, argentum          (it.) Di fronte poi alle truppe scelte dei cavalieri venivano, infine, sistemati i pedites extraordinarii, rivolti verso la palizzata posteriore dell'accampamento. I comandanti romani fecero costruire per la prima volta dei quartieri invernali.[57]. Ricevevano dal tribuno, per iscritto, le istruzioni riguardanti i posti di guardia da ispezionare e l'ora del proprio turno. argento  (ingl.) L'accampamento, quindi, è intersecato al centro da strade che s'incrociano ad angolo retto (via Praetoria e via Principalis). Un ufficiale, poi, alla destra del comandante, per tre volte rivolge loro in latino la domanda se siano pronti a combattere, e quelli per tre volte rispondono con un grido assordante, dicendo di esser pronti e, come invasati da una grande esaltazione guerresca accompagnano le grida, saluto romano. Ex quibus Lucius Petrosidius aquilifer, cum magna multitudine hostium premeretur, Galli celeriter. Ad esempio una cohors peditata quingenaria (500 fanti circa) veniva alloggiata in 1,2-1,5 ettari, mentre un'ala milliaria poteva necessitare di uno spazio molto ampio per alloggiare 1.000 armati e altrettanti cavalli (3,5-7 ettari, come a Porolissum). Procopio utilizza il termine φρούριον, corrispondente a castellum, ma usato per indicare sia i castra che i castella, mentre si è soliti ritrovare nelle fonti greche termini come Κάστρον e Kαστέλλιον[89]. [55] Questo ordine in colonna era detto agmen pilatum. [I Romani], infatti, quando entrano in territorio nemico non vengono a battaglia prima di aver costruito un accampamento fortificato. [48], Il cavaliere che, sulla base al sorteggio, doveva fare il primo turno di ronda, iniziava con un primo giro d'ispezione, accompagnato da alcuni amici che gli facessero da testimoni. Armamento e organizzazione, Vol. [12], Queste operazioni erano compiute in breve tempo, poiché gli intervalli erano sempre gli stessi. Anche il sistema difensivo dei confini venne reso più elastico e "profondo": alla rigida difesa del vallum venne aggiunta una rete sempre più fitta di castella interni, collegati tra di loro da un più complesso sistema viario (un esempio su tutti: la strata Diocletiana in Oriente). relativa, infinitiva, finale, interrogativa indiretta cum narrativo ... Reliqui se in castra recipiunt unde erant egressi. Sei da una parte e sei dall'altra. Questo permetteva che vi fosse spazio sufficiente per i cavalli, per le bestie da soma e i bagagli dei tribuni. Le grandi caserme, infine, che ospitavano i corpi militari stanziati a Roma (dalla guardia pretoriana ai vigiles, fino agli urbaniciani) erano anch'esse chiamate castra (vedi Castra di Roma antica). [72], Il muro di cinta esterno (che poteva raggiungere spessori compresi tra i 2 e i 3,5 metri[72]) era simile a quello già visto sopra del castra aestiva, dove troviamo una fossa (a volte anche due o tre[73]), un agger e un vallum, dietro il quale si trovava un importante spazio libero: l'intervallum[73] abolito però durante il basso Impero. gold, Significato diverso al singolare e al plurale, Singularia tantum della seconda declinazione, Sostantivi che al plurale hanno solo casi diretti, Cambiamento di significato dal singolare al plurale, Imparisillabi con una consonante prima della desinenza che seguono il secondo gruppo, Parisillabi che seguono la declinazione del primo gruppo, Nomi derivanti dalla prima declinazione greca, Significati diversi dal singolare al plurale, Genitivo plurale in -um oltre che in -arum. A due di questi era dato l'incarico di avere cura della via di fronte alle tende dei tribuni (innaffiandola e ripulendola), proprio perché la gran parte dei soldati si ritrova in questo ampio spazio.[36]. Gli alloggiamenti di equites e triari risultavano così tra loro attigui, anche se erano rivolti in direzione opposte. Tutte le altre strade erano secondarie rispetto alle prime due (es. Gli altri diciotto manipoli, invece, erano assegnati con sorteggio, tre per ciascun tribuno. impedimentum, impedimenti ostacolo. Tutti e quattro andavano inizialmente a posizionarsi vicino al primo manipolo dei triarii, poiché era il centurione di questo manipolo che aveva il compito di dare il segnale con la tromba all'inizio di ciascun turno di guardia (vigilia). Ad una distanza di cinquanta piedi dagli hastati erano, quindi, disposti i reparti di cavalleria alleata. Caesar cum exercitu ad Dyrrachium contendit et fossam pedum viginti duxit. [42] Questa parola d'ordine doveva essere consegnata al comandante del manipolo successivo, il quale, a sua volta, la consegnava a quello del manipolo seguente, fino a che tutti i manipoli ne fossero informati. La loro disposizione era rivolta verso ciascuna delle due palizzate laterali (vallum) della linea di difesa esterna. All'alba, tutti i soldati si presentano ai centurioni, e poi questi a loro volta vanno a salutare i tribuni e insieme con costoro, tutti gli ufficiali, si recano dal comandante in capo. [43] Nel caso in cui ne fosse mancata qualcuna, si provvedeva immediatamente ad indagare, e il responsabile della mancata consegna veniva severamente punito. Anche i forti ausiliari possedevano infatti i Principia (edifici amministrativi), il Praetorium (edificio del comandante, il praefectus di coorte o d'ala), i baraccamenti dei soldati ausiliari e dei loro ufficiali, le stalle per i cavalli, un Valetudinarium (ospedale militare) e gli Horrea (granai). quando piantavano il campo, prima di tutto spianavano e battevano il terreno, per poi piazzarvi la tenda del tribuno; per motivi di sicurezza, proteggevano con un recinto una parte dei suoi bagagli; fornivano, quindi, due corpi di guardia (ciascuno di quattro uomini), uno dei quali era piazzato di fronte alla tenda, l'altro alle spalle della stessa, vicino ai cavalli. [70][71] È vero anche che, almeno fino a Domiziano (89 d.C.), erano presenti lungo il limes alcune fortezze legionarie "doppie" (dove erano acquartierate insieme due legioni, come ad es. rapidamente: infatti avevano l’accampamento non lontano. - Castrum, i “fortezza” – castra, orum “accampamento” Particolarità nel genere. Si schierano, quindi, pronti a partire.