scient. storia Tuttavia l'equipaggio cristiano della flotta tradì gli Arabi, passando dalla parte di Bisanzio, mentre l'esercito di rinforzo, proveniente dalla Siria, venne sconfitto dai Bizantini. La lotta contro le immagini cominciò con le disposizioni prese nel 726 dall’imperatore Leone III Isaurico, mosso sia da considerazioni di ordine pratico immediato ... Denominazione con cui si indica solitamente l’Impero Romano d’Oriente, da Bisanzio antico nome della capitale Costantinopoli. In un vasto piano di riforma volto a svecchiare lo stato e consolidare l'autorità imperiale vanno inquadrati i due decreti del 726 e del 730 che proibivano il culto delle immagini sacre, suscitando la lunga contesa iconoclastica. [25] Gli abitanti dell'Italia bizantina considerarono anche la possibilità di nominare un usurpatore e mandare una flotta a Costantinopoli per deporre l'Imperatore a loro dire eretico ma il Papa si oppose, un po' perché sperava che l'Imperatore si ravvedesse, un po' perché contava sull'aiuto dell'Imperatore per respingere i Longobardi.[25]. Egli... promise di farlo; e cominciando il decimo anno, cominciò a muovere guerra contro Dio...». [37] Anche l'autenticità della corrispondenza tra Leone e il califfo arabo Umar II riguardo ai meriti dell'Islam è dubbia.[37]. Allora gli apparve la Madonna che gli disse "Sai quale valorosa azione hai compiuto contro di me? [9][13], Rendendosi conto che l'eccessiva grandezza dei temi rendeva facile agli strateghi rivoltarsi e usurpare il trono, decise di frammentarli in temi più piccoli. Le truppe bizantine fedeli all'Imperatore tentarono di deporre il Papa e di assassinarlo, ma tutti i loro tentativi non ebbero effetto a causa dell'opposizione delle truppe romane che appoggiavano il Papa. "Origin and Significance of the Byzantine Iconoclastic Controversy. CS1 maint: multiple names: authors list (, The association of the Sideron fortress with Tsebelda is made by O. Bgazhba and S. Lakoba in, Ladner, Gerhart. Né molto di poi fu il misero percosso dalla divina vendetta, perendo non ancora finito l'anno. [2][3] Dopo aver concluso questa alleanza, Leone invase il tema di Opsikion e prese Nicomedia, dove fece prigioniero il figlio di Teodosio III. Nell'agosto del 717 l'esercito e la flotta araba (composta da 120.000 uomini e 1.800 navi)[3] era già presso le mura di Costantinopoli, condotti da Maslama, il fratello del califfo Sulayman ibn Abd al-Malik. [2][3][4] Dopo aver dimostrato le sue capacità sia militari che diplomatiche in una spedizione nel Caucaso, venne nominato strategos del thema anatolico da Anastasio II. Suo figlio, succedendogli al trono, cercò quei falsi indovini per punirli per aver ingannato suo padre con un falso vaticinio, ma essi erano già fuggiti in Isauria. L'Imperatore allora cospirò contro Germano cercando ogni pretesto per destituirlo. In 730, Patriarch Germanos I of Constantinople resigned rather than subscribe to an iconoclastic decree. [8][10] La sconfitta fu assai pesante dal momento che, alle perdite subite durante il fallimentare assedio, si aggiunsero, nel viaggio di ritorno, quelle cagionate da una tempesta e da un'eruzione vulcanica. Leóne III Isaurico imperatore d'Oriente. La famiglia dannata: Leone III e Costantino V, vita di due empi tiranni, imperatori di Bisanzio, Byzantium in the Iconoclast era (ca 680-850): a history, assedio arabo di Costantinopoli del 717-718, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Leone_III_Isaurico&oldid=116619037, Voci con template infobox militare senza immagini, Voci con campo Ref vuoto nel template Infobox militare, Voci con modulo citazione e parametro coautori, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. [32] L'Italia bizantina si trovava sempre più in difficoltà: in un anno ignoto (forse nel 732) Ravenna cadde temporaneamente in mano longobarda e solo con l'aiuto di Venezia l'esarca poté rientrare nella capitale dell'esarcato. [26] Venne nominato esarca Eutichio, il quale però a causa del mancato appoggio dell'esercito, non poté instaurare l'iconoclastia in Italia e fallì anche nel tentativo di assassinare il Papa. [9] Nel frattempo, però, venuto a conoscenza dell'assedio arabo di Costantinopoli, Sergio, protospatario e stratego di Sicilia, aveva organizzato una rivolta per staccare la Sicilia dall'Impero, eleggendo imperatore Basilio, nativo di Costantinopoli, ribattezzato Tiberio. [43] Sembra inoltre strano che Giovanni Damasceno, in un sermone datato intorno al 750 dove elenca gli imperatori eretici, non abbia inserito Leone III nell'elenco, cosa che sembra smentire l'effettiva promulgazione di un editto. Già Edward Gibbon, nonostante fosse molto critico nei confronti dei Bizantini, scrisse su di lui: «Leone III portato a quella dignità pericolosa, vi si tenne fermo a dispetto dell'invidia de' suoi uguali, del malumore di una fazione terribile, e degli assalti dei nemici domestici e forestieri. [2] Per aver più probabilità di riuscire in questa impresa, si alleò con lo stratego del tema armenico, Artavasde: se lo avesse appoggiato, si sarebbe sposato con la figlia di Leone e sarebbe stato nominato Kuropalates. Come contromossa l'imperatore bizantino decise dapprima di inviare una flotta in Italia per reprimere ogni resistenza nella penisola, ma questa affondò[31]. Teofane Confessore, nella sua Cronaca, parla invece di influenze islamiche: «Gli [si riferisce al califfo arabo Yazid II, che cercò di emanare un editto iconoclasta] subentrò tuttavia in questa ripugnante, scellerata eresia, l'Imperatore Leone, la causa di molti nostri mali. Durante il periodo di regno introdusse numerose riforme fiscali, trasformò i servi della gleba in una classe di piccoli proprietari terrieri e introdusse nuove norme di diritto della navigazione e di famiglia, non senza sollevare molte critiche da parte dei nobili e dell'alto clero. [5][6] L'Imperatore decise allora di stringere un'alleanza con i Bulgari, che, resisi conto della grossa minaccia che avrebbero potuto costituire i musulmani per il loro stato, accettarono. [22] Il cronista Giorgio Monaco, che definisce Leone III una "bestia selvaggia", narra addirittura un aneddoto secondo cui l'Imperatore avrebbe dato fuoco di notte a una scuola ecumenica piena di libri, con insegnanti e allievi dentro, per punirli per aver rifiutato con orrore le tesi iconoclastiche. [13] Le lettere furono però svelate all'Imperatore, che punì molto severamente i coinvolti nella congiura, decapitandoli o confiscando le loro proprietà ed esiliandoli. Le cronache bizantine, redatte da iconoduli e dunque da cronisti di parte, descrivono in modo grottesco le origini umili di Leone III, in modo da screditarlo: In realtà l'origine isaurica di Leone III è stata riconosciuta come un errore di Teofane Confessore (o dei suoi copisti), e oggi si ritiene che Leone fosse originario di Germanicea in Siria. - Figlio (718-775) di Leone III Isaurico, fu dal padre associato al trono nel 720 e gli successe nel 741. Con la grande vittoria conseguita (717-18) sugli Arabi che, passati in Europa, avevano attaccato Costantinopoli per mare e per terra, L. fiaccò definitivamente lo slancio aggressivo dei musulmani. [14] The struggle was accompanied by an armed outbreak in the exarchate of Ravenna in 727, which Leo finally endeavoured to subdue by means of a large fleet. Panthera leo), che vive nelle savane africane a sud del Sahara e, con una piccola popolazione, in India; di grandi dimensioni... Costantino V Copronimo imperatore d'Oriente. 8° e 9°, avversarono il culto religioso e l’uso delle immagini sacre. Riportando la guerra in Asia, respinse gli Arabi sino all'Eufrate, sconfiggendoli in pieno ad Akroinòs (740). The Arabs were Umayyad forces sent by Caliph Sulayman ibn Abd al-Malik and serving under his brother Maslama ibn Abd al-Malik. Oltre ai decreti pubblicò anche un nuovo codice, detto Ecloga, a modifica della legislazione giustinianea, e generalizzò il sistema dei temi. Leo entered Constantinople on 25 March 717 and forced the abdication of Theodosios III, becoming emperor as Leo III. Col trasferimento della capitale dell’Impero a Bisanzio ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Nel 726, su pressione dei vescovi iconoclasti dell'Asia Minore e in seguito a un maremoto che lo convinse ancora di più della correttezza della sua teoria dell'ira divina, Leone III iniziò a battersi contro le immagini religiose. [15] È probabile che l'imperatore fosse sinceramente ispirato da un sentimento religioso che lo spingeva a tentare di ricomporre l'unità spirituale dell'impero, ma uno dei maggiori ostacoli alla realizzazione di quel progetto era il fatto che il cristianesimo ammetteva il culto delle immagini, che era invece escluso per gli ebrei. [1] He put an end to the Twenty Years' Anarchy, a period of great instability in the Byzantine Empire between 695 and 717, marked by the rapid succession of several emperors to the throne. In realtà l'hai compiuta contro la tua stessa testa". λέων]. [17][22] Nel frattempo in Asia Minore gli Arabi assediarono Nicea ma non riuscirono ad espugnarla, a dire di Teofane, per intercessione del Signore. Avendo adunque, come si è detto, ottenuto l'Impero, nel nono anno di regno, gli indovini andarono a trovarlo, domandandogli il premio per avergli predetto l'imperio... Quei profani giudei dissero: noi, imperatore, non ti domandiamo ricchezze, né procacciamo alcun grado né dignità, né alcun onore dell'Impero, ma solo che tu faccia rimuovere da ogni parte le immagini del Nazareno, e di sua madre. His military efforts were supplemented by his alliances with the Khazars and the Georgians. Anche la destituzione del patriarca Germano I potrebbe essere dovuta a ragioni diverse dalla sua opposizione all'iconoclastia. Leo was fluent in Arabic[3], possibly as a native language[4], and was described by Theophanes as "the Saracen minded. [6], Grazie al fuoco greco, la flotta araba subì pesanti perdite, venendo costretta a ritirarsi, mentre le imponenti mura teodosiane resistettero senza problemi ai continui assalti arabi. Su queste basi, sarebbe ragionevole concludere che l'Imperatore Leone III non fu un "iconoclasta" nel senso imposto dalla tarda tradizione iconofila e accettata da molta della storiografia moderna.», È possibile che gli storici successivi, ostili soprattutto a Costantino V, che appoggiò con molto più zelo del padre l'iconoclastia, abbiano successivamente diffamato tutti coloro che avessero avuto qualche contatto con Costantino V Copronimo e che lo avessero appoggiato, a partire dal padre Leone III, che nella lotta contro le immagini potrebbe essere stato moderato, se non addirittura quasi estraneo.