Il resoconto marciano si conclude con la guarigione miracolosa dell'infermo: Il Vangelo secondo Matteo, sempre riferendosi alla partenza di Gesù da Gerico, racconta di due ciechi: Anche nella versione matteana, i due ciechi sono sgridati dalla folla perché disturbano il Signore, il quale, dopo aver chiesto loro "«Che volete che io vi faccia?»", accoglie la loro supplica, "«Signore, che i nostri occhi si aprano!»", e li guarisce: Nel Vangelo secondo Luca, si parla invece dell'arrivo di Gesù a Gerico: Il cieco chiede aiuto a Gesù e, dopo esser stato rimproverato dalla folla per questo motivo, viene condotto da Gesù stesso che gli domanda "«Che vuoi che io faccia per te?»"; il cieco supplica "«Signore, che io riabbia la vista»" e Gesù risponde: Il racconto del miracolo si differenzia nei tre resoconti, essendo presentato dagli evangelisti con delle variazioni, in base alle proprie esigenze redazionali e teologiche, in merito al numero dei ciechi e sul momento in cui Gesù opera il miracolo stesso. La "molta folla" di cui parla Marco proviene probabilmente dalla stessa città di Gerico. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Solo così seguiranno Gesù nel cammino dell’Evangelo. Qui poi, diversamente da altri racconti di guarigione, del cieco è riportato il nome e il patronimico, Bartimeo, il figlio di Timeo, quasi ad accennare una specie di genealogia che gli garantiva il diritto a far … Verona Fedele, tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Bartimeo: da cieco a vedente, a discepolo, Informazioni Pastorali "Andrà tutto nuovo", Il Signore passa sulle strade della nostra vita, Dalle tenebre alla luce raggiunti dalla salvezza, Solo gratitudine per una salvezza gratuita. ?��$n:���/����,�PRjjL����f �q%H���q�B�m�.SR�i�q�dvY��`Á�'�z�؎��Ș�,p )�,:~2�)�;���E����ӏh�y>�8��L��k�?�`t��~���M[�����C,tD�X �0B�a���O�Q � �ȍNs��~Њ�r�cu��QӺ4�x�ȵY�8��z�J�q�.���a�0�c�{����V�X���5�l�?��"G��(�~?�L��6�f)qi�f��ܱHc2��"`�J�"Ff)�k�XFM� �Gx��"7�,5틷� i���; _,g_���Ñ>���˭-���=�X�@�^��� �БJ��,�5#I!l]�S�!���ϫ��s�kJ[�nZs"]��'��v6�4�z\�:�k:d�:��c����VK�j����x$�������0�;+G��R�5:�y�#/w*����f0��)�A�֏i�!`X��(�-��}q��b�AhEV���`!�ܬ����J����H��h���*Y�����i�O����+sAP(I4Pr�$P�����E�-����k���$� � f"@�@W���)��c�\=g����}yX_�j�9o���nݷv[�ʑ.ߟڐ�>��TI�* �0��N�Ϫ��ϧV�H�_z��B� "�`�*�5 ���(���L'��v�)R��؋Xx4����2��#[C�$�4~�l�;�PSX &��'ʱ��a�}��rP`�Q��ce��}Ŕ&�PK֍�/��.U�#vwۯ̯��:�H�52����Yo�^�iV�R? Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. Nel piccolo dipinto lo spazio è ampliato a dismisura grazie ad un pavimento quadrettato, che conduce lo sguardo lontano nella fuga prospettica del porticato di un tempio e nello scorcio di due edifici rinascimentali, che proseguono nei ruderi con arcate a cannocchiale. L'opera ritraente l'episodio biblico della Guarigione del nato cieco è stata realizzata da Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, come riporta la firma in basso a destra. Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy. Infatti, mentre in Marco e Luca il cieco è uno solo, Matteo narra di due ciechi; gli esegeti curatori del "Nuovo Grande Commentario Biblico" osservano come "Matteo abbrevia il racconto di Marco e raddoppia il numero dei ciechi, forse per evitare l'impressione che si trattasse di un semplice affare privato"[2]; gli studiosi della École biblique et archéologique française (i curatori della Bibbia di Gerusalemme) notano, inoltre, che Matteo inserisce "due ciechi a Gerico (20,30) e due ciechi a Betsàida (9,27), miracolo che è un ricalco del precedente. La testata Verona Fedele percepisce i contributi pubblici all’editoria. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Marco 10: Gesù guarisce Bartimeo, il cieco 46 Poi giunsero a Gerico. Fisc. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. La scena centrale del dipinto descrive il momento nel quale Gesù, in primo piano, apre gli occhi ad un cieco. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Anche Matteo e Luca raccontano questa guarigione, ma non riferiscono il nome del cieco. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 gen 2020 alle 02:26. Bartimeo risponde "«Rabbunì, che io riabbia la vista!»". Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Seguendo la versione data dal Vangelo secondo Marco, il più antico, mentre Gesù parte da Gerico con i discepoli, incontra un cieco di nome Bartimeo che mendica lungo la strada: Sentendo dell'arrivo di Gesù, il cieco inizia a gridare "«Figlio di Davide, abbi pietà di me!»" e, nonostante molti lo sgridino perché taccia, Gesù lo fa chiamare e gli domanda "«Che vuoi che io ti faccia?»". Infatti, mentre in Marco e Luca il cieco è uno solo, Matteo narra di due ciechi; gli esegeti curatori del "Nuovo Grande Commentario Biblico" osservano come "Matteo abbrevia il racconto di Marco e raddoppia il numero dei ciechi, forse per evitare l'impressione che si trattasse di un semplice affare privato"[2]; gli studiosi della École biblique et archéologique française (i curatori della Bibbia di Gerusalemme) notano, inoltre, che Matteo inserisce "due ciechi a Gerico (20,30) e due ciechi a Betsàida (9,27), miracolo che è un ricalco del precedente. [� �Ee�0��. ��ࡱ� > �� � ���� ���� � � � � � � � � �������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������� n��Z ������+�;�t��n��PNG Una volta incontrato l’Unico, la realtà decisiva della vita, non ci sono più paure, indecisioni o problemi, lo si segue lungo la sua “strada”, come il cieco di Gerico, perché egli non delude mai: ha i suoi tempi e le sue scadenze ­– non corrispondono ai nostri criteri umani –, ma Lui non tradisce mai. Andategli incontro!”. Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». La risposta di Gesù «Vai, la tua fede ti ha salvato» dove è usato il verbo salvare e non guarire, sottolinea sì la guarigione fisica, ma la oltrepassa, nel senso che al guarito vengono restituite la dignità e la speranza. Anno A (Fano) Aiutaci a vederti. Ultima modifica il 18 gen 2020 alle 02:26, École biblique et archéologique française, parabola del principe che va all'incoronazione, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guarigione_del_cieco_di_Gerico&oldid=110170196, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. La guarigione del cieco di Gerico è uno dei miracoli di Gesù narrato nei tre vangeli sinottici (Mc10,46-52 ; Mt20,29-34 ; Lc18,35-43). Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. IHDR � d �9^� gAMA ������ pHYs � ��0?Z IDATx��[K�$�q���{��5\.��D����I>�������7�i�7F0h���1�3݅�|H ��ǐ��UYx������5I�fF�$ ��[# ��7 ���H�"�����c�ɹ�*n$�=[ 8I����z Anch'essi utilizzano le parole di Bartimeo: "Abbi pietà di me" oppure "Abbi pietà di noi". IVA - Reg. int. L'opera, infine, venne poi veduta alla Galleria nazionale nel 1862. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Nel piano narrativo del Secondo vangelo, dopo la guarigione del cieco Bartimeo, appena dopo aver detto «la tua fede ti ha salvato», Gesù riprenderà velocemente il cammino (Marco spiega che il cieco «prese a seguirlo per strada», v. 52) ed entrerà a Gerusalemme. Grazie alla sua testardaggine, il cieco riesce a incontrare Gesù che chiama “Figlio di Davide” (un titolo messianico) che fa sì che la speranza messianica trovi carne proprio in Gesù; il cieco Bartimeo risulta, paradossalmente, più chiaroveggente della folla circa la “visione” dell’identità di Gesù. Il cielo nuvoloso grava a pochi palmi dalle figure sulla piazza, che rese a tocchi rapidi di pennello, animano la scena . 2333, 2403. Il racconto è di una sorprendente attualità per la Chiesa dei nostri giorni. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 045.8000121 Fax 045.591745, Cap. euro 25.822,84 - Cod. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. - Part. I vangeli di Marco e Matteo pongono il miracolo subito dopo la richiesta fatta a Gesù di far sedere i figli di Zebedeo alla propria destra e sinistra nel suo regno[1]. La guarigione del cieco. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 2333, 2403. In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Don Matteo Buggea è nato cieco 48 anni fa. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Effettua il Login per poter inviare un commento. E come Gesù uscivada Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la … Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Il racconto termina dicendo che Bartimeo riacquistò la vista e poi seguì Gesù lungo la strada, disegnando in questo modo il giusto atteggiamento del discepolo, pronto a scommettere su Gesù. L'opera è stata molto probabilmente commissionata direttamente all'artista cretese dal cardinale Alessandro: il pittore era infatti giunto a Roma da Venezia nel 1570 ed era stato raccomandato all'alto prelato dal miniatore Giulio Clovio, a quel tempo al servizio dei Farnese, ed aveva subito trovato un grande estimatore nel colto bibliotecario del cardinale, l'eruditissimo Fulvio Orsini. Il secondo comportamento è positivo: quando Gesù ordina di chiamarlo, la folla si fa strumento dell’incontro del cieco col Salvatore e qui sono indicati i credenti chiamati ad essere ministri di luce e di incontro, accogliendo persone ai margini, che possono diventare maestri capaci di aprire gli occhi a quanti presumono di vedere. Questa duplicazione dei personaggi può essere un procedimento stilistico di Matteo"[3] e anche il teologo cristiano Rudolf Bultmann[4] concorda sulla spiegazione della tecnica narrativa matteana in merito alla duplicazione dei personaggi. È interessante sottolineare il comportamento duplice della folla che può diventare un monito anche per la comunità cristiana. Q��(�jD�̩{CQ]�H��"et�8C�G�(��dU�t��� �i@]�1����=p�������\��I�,=I���(��E a��ƌ!��e�m��b��� X��r�Y�!�I.�-�Y5�0�`�1(+?�@j��6 A�/�q�'��Hja���W�H"ٓ�ns�����`4�+ @)e��͎{[�3��d�;������('��0�7�)�eT�Eْ����6#`e�Z�R�"������`ђ��@^��ŗQۄVB@�%C La guarigione del cieco di Gerico è uno dei miracoli di Gesù narrato nei tre vangeli sinottici (Mc10,46-52 ; Mt20,29-34 ; Lc18,35-43).I vangeli di Marco e Matteo pongono il miracolo subito dopo la richiesta fatta a Gesù di far sedere i figli di Zebedeo alla propria destra e sinistra nel suo regno. La guarigione del cieco Bartimeo è narrata da Marco per spingere le comunità cristiane a uscire dalla loro cecità e mediocrità. I vangeli di Marco e Matteo pongono il miracolo subito dopo la richiesta fatta a Gesù di far sedere i figli di Zebedeo alla propria destra e sinistra nel suo regno[1]. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. Nei vangeli di Luca e Giovanni non è invece presente tale episodio relativo ai figli di Zebedeo. La guarigione del cieco di Gerico è uno dei miracoli di Gesù narrato nei tre vangeli sinottici (Mc10,46-52 ; Mt20,29-34 ; Lc18,35-43). In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Il primo comportamento è negativo: la folla si frappone come intralcio all’incontro dell’emarginato più radicale con Gesù; chi lo assume ritiene di proteggere il Signore, di tutelarlo dai fastidi, mentre la sequela del Cristo è genuina se non si sottrae all’ascolto del grido di disperazione e di dolore di ogni creatura. vers. Scheda dell'opera nel sito della Galleria Nazionale di Parma, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guarigione_del_nato_cieco&oldid=105386002, Dipinti nella Galleria nazionale di Parma, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Nicoletta Moretti, Scheda dell'opera; in Lucia Fornari Schianchi (a cura di). Nei vangeli di Luca e Giovanni non è invece presente tale episodio relativo ai figli di Zebedeo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 gen 2020 alle 02:26. Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. Con la guarigione del cieco Bartimeo siamo agli inizi di questo epilogo. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Il soggetto del dipinto è perfettamente consono ad una committenza cardinalizia: la parabola di in un'epoca di profonda crisi religiosa e di vera e propria spaccatura dell'Europa cristiana, ormai divisa tra cattolici e protestanti, una chiara allegoria del ruolo della Chiesa di Roma che, come Cristo, sola può aprire gli occhi alla vera fede. ��l�Z|�t3���nVN �Bh��@ 5�I Bartimeo risponde "«Rabbunì, che io riabbia la vista!»". Il resoconto marciano si conclude con la guarigione miracolosa dell'infermo: Il Vangelo secondo Matteo, sempre riferendosi alla partenza di Gesù da Gerico, racconta di due ciechi: Anche nella versione matteana, i due ciechi sono sgridati dalla folla perché disturbano il Signore, il quale, dopo aver chiesto loro "«Che volete che io vi faccia?»", accoglie la loro supplica, "«Signore, che i nostri occhi si aprano!»", e li guarisce: Nel Vangelo secondo Luca, si parla invece dell'arrivo di Gesù a Gerico: Il cieco chiede aiuto a Gesù e, dopo esser stato rimproverato dalla folla per questo motivo, viene condotto da Gesù stesso che gli domanda "«Che vuoi che io faccia per te?»"; il cieco supplica "«Signore, che io riabbia la vista»" e Gesù risponde: Il racconto del miracolo si differenzia nei tre resoconti, essendo presentato dagli evangelisti con delle variazioni, in base alle proprie esigenze redazionali e teologiche, in merito al numero dei ciechi e sul momento in cui Gesù opera il miracolo stesso. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 giu 2019 alle 18:56. Nonostante Gesù sia presentato sempre in movimento, in questo caso egli si ferma e attende il cieco al quale dà la parola domandandogli: «Che cosa vuoi che faccia per te?» e quello risponde con quel «Rabbunì, che io veda di nuovo» che esprime tutta l’intimità del discepolo verso il maestro, in questo caso un maestro superiore a tutti i maestri umani e che non delude mai. La guarigione del cieco di Gerico è uno dei miracoli di Gesù narrato nei tre vangeli sinottici (Mc10,46-52 ; Mt20,29-34 ; Lc18,35-43).I vangeli di Marco e Matteo pongono il miracolo subito dopo la … Si tratta di un dipinto ad olio su tela (cm 50 x 61) eseguito attorno al 1573 e conservato presso la Galleria nazionale di Parma. Qui poi, diversamente da altri racconti di guarigione, del cieco è riportato il nome e il patronimico, Bartimeo, il figlio di Timeo, quasi ad accennare una specie di genealogia che gli garantiva il diritto a far parte del popolo eletto e in generale della storia della salvezza; è inoltre evidenziato il suo ruolo attivo nella ricerca. © Verona Fedele Srl - 37121 Verona Via Pietà Vecchia, 4 tel. Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 263. La sottolineatura della “strada”, tipica dell’evangelista Marco, e soprattutto in questa seconda parte del suo Vangelo, rafforza la prospettiva di Marco che lo pone come esempio di tutti quelli che Gesù invita a seguirlo. Inoltre, Marco e Matteo descrivono come Gesù incontri il cieco quando parte da Gerico, mentre invece Luca riporta che avviene quando sta arrivando a Gerico; gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB osservano che "in Mt20,29 e Mc10,46, questo miracolo ha luogo quando Gesù esce da Gerico, in Lc18,35 quando vi entra. Il racconto sottolinea in maniera forte la condizione sociale di Bartimeo: cieco, mendicante e seduto ai margini della strada, quasi abbandonato in una situazione di marginalità disperata; un uomo da marciapiede, scartato e deriso dalla vita. Sono suggestivi i gesti compiuti da Bartimeo, chiamato da Gesù: getta via il mantello, l’unica ricchezza che un uomo emarginato aveva, balza in piedi e va da Gesù; la fede lo spinge a voler seguire Gesù, a scommettere su di lui, abbandonando ogni sicurezza materiale. Questa duplicazione dei personaggi può essere un procedimento stilistico di Matteo"[3] e anche il teologo cristiano Rudolf Bultmann[4] concorda sulla spiegazione della tecnica narrativa matteana in merito alla duplicazione dei personaggi. G�qV���;�.��Q}i��y��ʵ��0�Μ� $��+|@3fAF��=��86�q��{8�� ��#�����vɑ��Ԏ/��o�:q/��цF;f���,�x�G v. 46) E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. "La guarigione del cieco (Londra)" è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente alla predella della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 43,5 x 45 cm. Ciò si comprende meglio se ci si rifà alla cultura ebraica del tempo: il cieco non poteva assumere ruoli sacerdotali, non poteva leggere la Legge, avere le più elementari espressioni di una vita di relazione, data appunto dagli sguardi. Guarigione del cieco Bartimeo www.missionaridelvangelo.it Diocesi di Roma Roma E giunsero a Gerico. �� ��D%���:eܻ��d�qww�5�y�;�$IA��G��[2�{�}J^4Gsf�7h:u�K9�� �)���x�;��Exė�..� �w"��]�S���g_�Df���D~��9��N.��)ǞBqof�]��I2�YD��j�.���R�T?ê�i�@��,�fL -�B� 3I��:˘s,h��p"�=�Gâ@G*2��H��yY�@����O��g 4Z���ꈢ� �#+�F�U4�;3�4���a�{wq���� �o��lt��`�+u[1��������~^��V�q>���)uΜ�8�����+~���>Y��0�x��R_ Z�bBI��'cu�� �Q��1�����8�u\�X���͛��{��� Là le ricchezze creano un ostacolo insormontabile a diventare discepolo e il ricco ritorna sulla sua strada, qui il cieco abbandona l’unica ricchezza che possiede (il mantello) e segue prontamente Gesù per la strada: certamente quella verso Gerusalemme, ma in maniera più piena quella che è Gesù stesso. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Seguendo la versione data dal Vangelo secondo Marco, il più antico, mentre Gesù parte da Gerico con i discepoli, incontra un cieco di nome Bartimeo che mendica lungo la strada: Sentendo dell'arrivo di Gesù, il cieco inizia a gridare "«Figlio di Davide, abbi pietà di me!»" e, nonostante molti lo sgridino perché taccia, Gesù lo fa chiamare e gli domanda "«Che vuoi che io ti faccia?»". A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Non sei abilitato all'invio del commento. Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta! Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 263. È probabile che Lc anticipi questo episodio perché vuole collocare di seguito la conversione di Zaccheo e la parabola del principe che va all'incoronazione". [5], Il contenuto è disponibile in base alla licenza. #����(.�xD.A�` �#��l�:\kP> e��>�k �� `���H�Ak��Ԏ�n�Rl�E��oiG�l+Xpqn#�Yw(#�z8��F"9�W�R؉��~ �!V��(�s4�"��m� 6,���f`B����L�B? A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. ed è custodito nella National Gallery di Londra. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Non fanno più questa preghiera alla porta di Gerico, ma quando si riuniscono nelle loro case per ricordarsi di Gesù. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”». Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Questo è il grande e primo comandamento. Nel gruppo assiepato a sinistra, infatti, si può forse vedere il giovane principe Alessandro e in mezzo allo schieramento il cardinal Ranuccio Farnese, ritratto post mortem. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! IV Domenica Quaresima - A. Anch’io vorrei riuscire a riconoscere sempre la presenza di Gesù nella mia vita». Mc 10,46-52; Mc 8,22-26. gesu, guarigione, cieco, bartimeo. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.