Seguendo la versione data dal Vangelo secondo Marco, il più antico, mentre Gesù parte da Gerico con i discepoli, incontra un cieco di nome Bartimeo che mendica lungo la strada: Sentendo dell'arrivo di Gesù, il cieco inizia a gridare "«Figlio di Davide, abbi pietà di me!»" e, nonostante molti lo sgridino perché taccia, Gesù lo fa chiamare e gli domanda "«Che vuoi che io ti faccia?»". Si tratta di un dipinto ad olio su tela (cm 50 x 61) eseguito attorno al 1573 e conservato presso la Galleria nazionale di Parma . Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. ��ࡱ� > �� � ���� ���� � � � � � � � � �������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������������� n��Z ������+�;�t��n��PNG Anno A (Fano) Aiutaci a vederti. Impr. L'opera è stata molto probabilmente commissionata direttamente all'artista cretese dal cardinale Alessandro: il pittore era infatti giunto a Roma da Venezia nel 1570 ed era stato raccomandato all'alto prelato dal miniatore Giulio Clovio, a quel tempo al servizio dei Farnese, ed aveva subito trovato un grande estimatore nel colto bibliotecario del cardinale, l'eruditissimo Fulvio Orsini. La scena centrale del dipinto descrive il momento nel quale Gesù, in primo piano, apre gli occhi ad un cieco. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 giu 2019 alle 18:56. IHDR � d �9^� gAMA ������ pHYs � ��0?Z IDATx��[K�$�q���{��5\.��D����I>�������7�i�7F0h���1�3݅�|H ��ǐ��UYx������5I�fF�$ ��[# ��7 ���H�"�����c�ɹ�*n$�=[ 8I����z École biblique et archéologique française, parabola del principe che va all'incoronazione, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guarigione_del_cieco_di_Gerico&oldid=110170196, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta! Il soggetto del dipinto è perfettamente consono ad una committenza cardinalizia: la parabola di in un'epoca di profonda crisi religiosa e di vera e propria spaccatura dell'Europa cristiana, ormai divisa tra cattolici e protestanti, una chiara allegoria del ruolo della Chiesa di Roma che, come Cristo, sola può aprire gli occhi alla vera fede. Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. La guarigione del cieco di Gerico è uno dei miracoli di Gesù narrato nei tre vangeli sinottici (Mc10,46-52 ; Mt20,29-34 ; Lc18,35-43). Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Di Bartimeo è detto che chiede, anzi grida con tutta la forza della sua disperazione ed è espresso con una forma verbale all’imperfetto, a indicare che la sua richiesta è assolutamente insistente, continua: quella che piace a Dio, perché lui possa rispondere, soprattutto a chi è “sfinito dal gridare” (Sal 69,4) ed è quasi un’anticipazione del grido di Gesù “tra forti grida e lacrime” (Eb 5,7). Il cielo nuvoloso grava a pochi palmi dalle figure sulla piazza, che rese a tocchi rapidi di pennello, animano la scena . euro 25.822,84 - Cod. "La guarigione del cieco (Londra)" è un dipinto autografo di Duccio di Buoninsegna appartenente alla predella della Maestà del Duomo di Siena, realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1308-11, misura 43,5 x 45 cm. L'opera ritraente l'episodio biblico della Guarigione del nato cieco è stata realizzata da Dominikos Theotokopoulos detto El Greco, come riporta la firma in basso a destra. I gesti compiuti da Bartimeo riecheggiano quello del catecumeno che, dopo aver deposto i suoi abiti (Paolo direbbe “l’uomo vecchio”) compie l’immersione battesimale, scendendo nel buio dell’acqua e riemergendo alla luce (il battesimo nella Chiesa primitiva era chiamato “illuminazione”). Qui poi, diversamente da altri racconti di guarigione, del cieco è riportato il nome e il patronimico, Bartimeo, il figlio di Timeo, quasi ad accennare una specie di genealogia che gli garantiva il diritto a far parte del popolo eletto e in generale della storia della salvezza; è inoltre evidenziato il suo ruolo attivo nella ricerca. Anch'essi utilizzano le parole di Bartimeo: "Abbi pietà di me" oppure "Abbi pietà di noi". Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! IVA - Reg. Il racconto è di una sorprendente attualità per la Chiesa dei nostri giorni. Nel piccolo dipinto lo spazio è ampliato a dismisura grazie ad un pavimento quadrettato, che conduce lo sguardo lontano nella fuga prospettica del porticato di un tempio e nello scorcio di due edifici rinascimentali, che proseguono nei ruderi con arcate a cannocchiale. di Las Melli. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. v. 46) E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Alcuni dei personaggi ritratti nel quadro, sono stati identificati da alcuni studiosi come di membri della famiglia Farnese. Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”». In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. G�qV���;�.��Q}i��y��ʵ��0�Μ� $��+|@3fAF��=��86�q��{8�� ��#�����vɑ��Ԏ/��o�:q/��цF;f���,�x�G IV Domenica Quaresima - A. © Verona Fedele Srl - 37121 Verona Via Pietà Vecchia, 4 tel. Nei vangeli di Luca e Giovanni non è invece presente tale episodio relativo ai figli di Zebedeo. Questo è il grande e primo comandamento. Il resoconto marciano si conclude con la guarigione miracolosa dell'infermo: Il Vangelo secondo Matteo, sempre riferendosi alla partenza di Gesù da Gerico, racconta di due ciechi: Anche nella versione matteana, i due ciechi sono sgridati dalla folla perché disturbano il Signore, il quale, dopo aver chiesto loro "«Che volete che io vi faccia?»", accoglie la loro supplica, "«Signore, che i nostri occhi si aprano!»", e li guarisce: Nel Vangelo secondo Luca, si parla invece dell'arrivo di Gesù a Gerico: Il cieco chiede aiuto a Gesù e, dopo esser stato rimproverato dalla folla per questo motivo, viene condotto da Gesù stesso che gli domanda "«Che vuoi che io faccia per te?»"; il cieco supplica "«Signore, che io riabbia la vista»" e Gesù risponde: Il racconto del miracolo si differenzia nei tre resoconti, essendo presentato dagli evangelisti con delle variazioni, in base alle proprie esigenze redazionali e teologiche, in merito al numero dei ciechi e sul momento in cui Gesù opera il miracolo stesso. La scena si apre con Gesù, accompagnato dai suoi discepoli e da molta folla, che lascia Gerico per salire a Gerusalemme dove patirà e vivrà la sua morte e risurrezione. «Se invidio qualcosa a Bartimeo non è la vista riacquistata, ma la capacità di accorgersi del Signore che passa, al punto da gridare il suo nome, prima come “Figlio di Davide” e poi come “Rabbunì”, maestro. - Part. Con la guarigione del cieco Bartimeo siamo agli inizi di questo epilogo. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. La guarigione del cieco di Gerico è uno dei miracoli di Gesù narrato nei tre vangeli sinottici (Mc10,46-52 ; Mt20,29-34 ; Lc18,35-43). Gli stessi ritratti non si ritrovano sulle altre due versioni di questo stesso soggetto che El Greco dipinse (una conservata oggi nella Gemäldegalerie di Dresda, risalente al primo soggiorno veneziano, e l'altra al Metropolitan Museum of Art di New York, considerata appartenere all'epoca dell'arrivo in Spagna). Don Matteo Buggea è nato cieco 48 anni fa. Andategli incontro!”. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. L'episodio è descritto nel Vangelo secondo Giovanni (9,1-41). Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. L’episodio evangelico della guarigione del cieco Bartimeo a Gerico conclude, nel Vangelo di Marco, la narrazione delle guarigioni operate da Gesù e iniziate con un esorcismo nella sinagoga di Cafarnao; la scena ha per protagonisti Gesù, il cieco e la folla e sottolinea il fatto che Gesù non compie nessun miracolo a Gerusalemme, presentata dall’evangelista come città totalmente ostile a Gesù. 2333, 2403. Ciò si comprende meglio se ci si rifà alla cultura ebraica del tempo: il cieco non poteva assumere ruoli sacerdotali, non poteva leggere la Legge, avere le più elementari espressioni di una vita di relazione, data appunto dagli sguardi. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. A questo punto viene spontaneo il confronto tra il ricco, che chiede la vita eterna e il cieco che chiede la vista. Il secondo comportamento è positivo: quando Gesù ordina di chiamarlo, la folla si fa strumento dell’incontro del cieco col Salvatore e qui sono indicati i credenti chiamati ad essere ministri di luce e di incontro, accogliendo persone ai margini, che possono diventare maestri capaci di aprire gli occhi a quanti presumono di vedere. Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 263. Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. [5], Il contenuto è disponibile in base alla licenza. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. E come Gesù uscivada Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la … Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Il primo comportamento è negativo: la folla si frappone come intralcio all’incontro dell’emarginato più radicale con Gesù; chi lo assume ritiene di proteggere il Signore, di tutelarlo dai fastidi, mentre la sequela del Cristo è genuina se non si sottrae all’ascolto del grido di disperazione e di dolore di ogni creatura. La "molta folla" di cui parla Marco proviene probabilmente dalla stessa città di Gerico. Scheda dell'opera nel sito della Galleria Nazionale di Parma, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guarigione_del_nato_cieco&oldid=105386002, Dipinti nella Galleria nazionale di Parma, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Nicoletta Moretti, Scheda dell'opera; in Lucia Fornari Schianchi (a cura di). Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 263. La guarigione del cieco Bartimeo è narrata da Marco per spingere le comunità cristiane a uscire dalla loro cecità e mediocrità. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. Bartimeo: da cieco a vedente, a discepolo, Informazioni Pastorali "Andrà tutto nuovo", Il Signore passa sulle strade della nostra vita, Dalle tenebre alla luce raggiunti dalla salvezza, Solo gratitudine per una salvezza gratuita. La guarigione del cieco di Gerico è uno dei miracoli di Gesù narrato nei tre vangeli sinottici (Mc10,46-52 ; Mt20,29-34 ; Lc18,35-43).I vangeli di Marco e Matteo pongono il miracolo subito dopo la … Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy. Grazie alla sua testardaggine, il cieco riesce a incontrare Gesù che chiama “Figlio di Davide” (un titolo messianico) che fa sì che la speranza messianica trovi carne proprio in Gesù; il cieco Bartimeo risulta, paradossalmente, più chiaroveggente della folla circa la “visione” dell’identità di Gesù. Non fanno più questa preghiera alla porta di Gerico, ma quando si riuniscono nelle loro case per ricordarsi di Gesù. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Verona Fedele, tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Inoltre, Marco e Matteo descrivono come Gesù incontri il cieco quando parte da Gerico, mentre invece Luca riporta che avviene quando sta arrivando a Gerico; gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB osservano che "in Mt20,29 e Mc10,46, questo miracolo ha luogo quando Gesù esce da Gerico, in Lc18,35 quando vi entra.