Le ambizioni coloniali spinsero l'Italia ad impadronirsi delle due province ottomane che nel 1934, assieme al Fezzan, avrebbero costituito la Libia dapprima come colonia italiana ed in seguito come Stato indipendente. I primi segni di cedimento si segnalarono nel 1906 quando salirono al potere uomini ambiziosi e bellicosi tanto in Austria (Alois Lexa von Aehrenthal) quanto in Russia (Aleksandr Petrovič Izvol'skij). Nonostante il Kaiser Guglielmo II affermasse che la flotta tedesca non avesse finalità offensive, l'opinione pubblica inglese rimase inquieta, sfiorando un'agitazione quasi isterica[75]. - Codice fiscale, Partita IVA ed iscrizione al Registro imprese di Novara n. 01689650032, REA di Novara 191951 28100 Novara - Società con Socio Unico, Società coordinata e diretta da De Agostini S.p.A., - Sede legale in via G. da Verrazano 15, 28100 Novara (Italia). In base all'Ausgleich ogni dieci anni veniva deliberato un gran numero di decreti-legge in materia economica, politica e finanziaria, che dovevano regolare i rapporti tra le due parti dell'Impero ed essere approvati sia dalla camera ungherese sia dal consiglio imperiale[23]. Le immagini del conflitto e la mappa concettuale da scaricare… D'altro canto Guglielmo II non aveva bisogno di sollecitazioni e rivelò subito i suoi più drastici intenti. Contrasto tra Italia e Austria per l’Adriatico, I più letti: Back to school: come si torna in classe| Mappe concettuali |Tema sul coronavirus| Temi svolti, Storia contemporanea — La prima venne, nel 1884, dall'allargamento del diritto al voto a tutti i cittadini di sesso maschile con famiglia a carico. Secondo il gran numero di studiosi che si sono occupati di questa cruciale fase storica, tuttavia, le cause reali della guerra risalgono ad almeno 40 anni prima degli avvenimenti del luglio 1914, ovvero a quando il cancelliere del Reich Otto von Bismarck costruì il suo complesso sistema di alleanze che avrebbe dovuto mettere al sicuro il neonato Impero tedesco ponendolo alla stessa altezza delle altre grandi potenze europee[2]. Fu nel gennaio del 1906, nell'ambito della conferenza internazionale tenuta ad Algeciras che avrebbe trattato la questione dell'influenza francese sul Marocco, che l'ambiguità della diplomazia tedesca venne completamente alla luce ponendo il Reich in una situazione di completo isolamento, solo in parte alleviato dall'appoggio incondizionato dell'Austria-Ungheria[15]. Questa trattativa diplomatica fu la prima a decretare la fine dello "splendido isolamento" e l'avvicinamento alla nascita di un nuovo e solido blocco politico europeo[10][11]. Schlieffen aveva progettato che l'ala destra venisse schierata non solo sul territorio belga, ma anche su quello olandese fino a Krefeld. Dopo dodici anni di relativa tranquillità, la Turchia tornò alle armi per sedare le rivolte autonomiste degli armeni (1890) e dei cretesi (1896). Nacque in questo modo il primo ampio blocco politico europeo, la Triplice alleanza, sotto la cui protezione l'anno seguente si posero anche i regni di Romania, Serbia (tramite l'Austria) e Spagna (tramite l'Italia). Solo la Gran Bretagna sembrava nutrire simpatia nei confronti dell'Impero ottomano, sentimento ampiamente giustificato dall'eterna inimicizia che la legava alla Russia, che, senza l'ostacolo turco, avrebbe ottenuto facilmente uno sbocco sul mare Mediterraneo danneggiando, ovviamente, l'economica britannica[53]. Le cause politiche, economiche e culturali dello scoppio della Prima guerra mondiale. Con la fuga di Kruger nei Paesi Bassi, la Gran Bretagna proclamò l'annessione del Transvaal e inviò Lord Kitchener a ristabilire l'ordine. Francesco Giuseppe, però, non si dimostrava pienamente convinto dal progetto e temeva che un attacco alla Serbia avrebbe coinvolto altre potenze, prima fra tutte la Russia. Con questo compromesso da una parte vennero quindi smorzate le pericolose tensioni interne tra popolazione austriaca e ungherese, ma dall'altra si creò una significativa divisione che spezzava in due la mastodontica struttura dell'Impero, eliminando la presenza di un unico parlamento centrale [24]. Pur politicamente uniti, i due regni, riguardo questioni di politica interna, rappresentavano due entità separate. Riassunto, cause, svolgimento e conseguenze della Prima guerra mondiale, Storia contemporanea — Riassunto sulla situazione politica, economica e sociale in Europa e nel resto del mondo durante gli anni che precedettero lo scoppio della prima guerra mondiale, Storia contemporanea — Le incertezze del primo ministro ungherese, però, vennero presto messe in sordina di fronte al fatto che ulteriori indugi avrebbero solo peggiorato la situazione. Le cause vere dello scoppio della Prima Guerra Mondiale erano tante e affondavano le loro radici nel passato. Il primo sintomo palese di questo cambiamento è rappresentato dal patto che nell'agosto la Gran Bretagna stipulò con il paese con cui era legata da tradizionale antipatia: la Russia[17]. Nonostante l'accordo prendesse in considerazione i territori coloniali dei due imperi in Asia, era immediatamente apparso agli occhi della Germania come la prima mossa di un'operazione di accerchiamento[18]. In realtà si sbagliarono nel sottovalutare l'ammonimento di Chamberlain che nel 1898 e nel 1901 aveva affermato: .mw-parser-output .citazione-table{margin-bottom:.5em;font-size:95%}.mw-parser-output .citazione-table td{padding:0 1.2em 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang{vertical-align:top}.mw-parser-output .citazione-lang td{width:50%}.mw-parser-output .citazione-lang td:first-child{padding:0 0 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang td:nth-child(2){padding:0 1.2em}, «Il periodo dello splendido isolamento inglese è terminato... Noi preferiremmo avvicinarci alla Germania e aderire alla Triplice Alleanza. Tre ore dopo cominciava la parziale mobilitazione delle forze austriache sul fronte serbo. In questo modo perse alcuni territori (tra cui il Veneto) e con essi tutta la sua influenza sulle regioni tedesche e italiane. L'occasione per far cadere il regime dittatoriale presente da sei secoli venne presentata dagli americani che, non più disposti ad aspettere che i giapponesi aprissero i loro porti ai traffici marittimi, nel luglio del 1853 entrarono con una squadra navale guidata dal commodoro Perry in quella che è oggi la baia di Tokio[57]. Prima Guerra Mondiale: cause del conflitto, cronologia degli eventi, battaglie, alleanze e schieramenti dello scontro che durò dal 1914 al 1918 La Russia, allora, cambiò strategia iniziando ad appoggiare apertamente la Bulgaria che nello stesso anno si era resa indipendente dal dominio ottomano approfittando del colpo di Stato dei Giovani Turchi. Salvata in extremis dalla minaccia inglese di un attacco all'impero zarista, la Turchia ne uscì piuttosto malandata, costretta, nel successivo congresso di Berlino a cedere alla Gran Bretagna l'isola di Cipro (ufficialmente come ricompensa per l'appoggio concesso) e all'Austria l'amministrazione della Bosnia e dell'Erzegovina (che nominalmente rimanevano sotto la sovranità turca)[54]. Ma i risultati non furono quelli sperati, siccome la Francia non sembrava intenzionata all'alleanza e la Russia non fece nulla per convincerla[13]. In tale modo l'Italia aveva intrapreso un doppio gioco diplomatico: se da una parte nell'autunno del 1902 rinnovava la Triplice Alleanza con Germania e Austria, dall'altra assicurava alla Francia la neutralità nel caso in cui i suoi alleati le avessero dichiarato guerra[11]. Vedi: Guglielmo II e Nicola II, oltre a essere cugini acquisiti, erano legati da un regolare rapporto epistolare. Il primo organo russo degno di questo nome fu la Duma, frutto della cosiddetta prima rivoluzione, nata anche a causa delle delusioni nella guerra contro il Giappone. Nella metà del XIX secolo il Giappone era una nazione politicamente ed economicamente arretrata[GruppoNota 14][57]. Le cause della guerra risalgono al 1895 quando il Giappone costrinse la Cina alla resa (trattato di Shimonoseki) e alla cessione di importanti territori del continente. L'industria era affiancata da un efficiente sistema ferroviario in forte espansione a tal punto da concludere la costruzione dell'enorme Transiberiana in soli dieci anni[42]. Fortunatamente lo Zar non tardò a inviare un messaggio di rincrescimento al governo britannico, che smorzò in tempo la tensione. Gli immensi territori gestiti dagli Asburgo riunivano in sé un'infinità di etnie, spesso in contrasto con il governo centrale e che rivendicavano la propria autonomia[25]. Vedi: Quattordici anni prima l'imperatore aveva costretto Francesco Ferdinando a prestare un giuramento che avrebbe escluso dal trono i suoi figli. La prima guerra mondiale ebbe luogo tra il 1914 e il 1918 e, in quattro lunghi anni, coinvolse tutte le più grandi potenze del mondo. Questa nuova circostanza venne messa in luce dalla rivalità navale tra Germania e Gran Bretagna. Le tensioni preesistenti ad inizio 900 tra le grandi potenze europee si accentuarono allo scoppio del conflitto, diffondendosi poi su scala mondiale. Sin dai tempi delle riforme di Alessandro II l'impero zarista aveva avviato un lento processo di sviluppo economico e culturale che negli anni prebellici ottenne significativi risultati[GruppoNota 10]. Nel 1912, alla morte dell'imperatore, il Giappone era ormai diventato una grande potenza, in grado di partecipare, sebbene in maniera limitata, all'incipiente conflitto mondiale[61]. Le elezioni dell'anno successivo portarono effettivamente a una vittoria liberale, affiancata, però, dall'ingresso in parlamento di ottantadue deputati irlandesi, in grado di paralizzare l'intero meccanismo legislativo pur di avanzare le proprie istanze indipendentistiche[34]. L'opera di Bismarck, infatti, non aveva alcuna intenzione offensiva o espansionistica, ma, al contrario, mirava al consolidamento dei rapporti diplomatici con gli altri paesi europei. Questo indebolimento si riversò anche negli affari di politica interna, rappresentati in particolar modo dal difficile rapporto con la nazione magiara[23]. Approfittando del senso di sicurezza dei russi, i giapponesi poterono prepararsi in assoluta tranquillità, e l'8 febbraio 1904, contando sull'effetto sorpresa, bombardarono le navi nemiche ancorate a Port Arthur. Questo sito contribuisce alla audience di. Il cancelliere raggiunse lo scopo cercando di isolare completamente la repubblica privandola di amici e sostenitori e quindi diresse i propri interessi verso le nazioni dell'Est: l'Impero russo e l'Impero austro-ungarico, assicurando al contempo la fine di pericolose tensioni nei Balcani. Nelle provincie europee, invece, sorgevano in continuazione ribellioni a causa di spinte indipendentiste e anche religiose[53]. Alfred von Schlieffen è stato capo di stato maggiore tedesco tra il 1891 e il 1906. Questi, infastidito dall'imponente e ingombrante tutela del Cancelliere, lo spinse alle dimissioni il 20 marzo 1890, creandosi tutto lo spazio necessario per mettere in pratica le proprie idee politiche[5]. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/page/Page-5df81b9a-376a-4119-b8b1-1f3880a84814.html Infatti rese evidente agli occhi di tutti da una parte il declino dell'impero zarista, dall'altra il sorgere incontrastato di una nuova potenza mondiale: il Giappone[64]. Il 23 ottobre 1911 il pilota capitano Carlo Maria Piazza sorvolò le linee turche in missione di ricognizione ed il 1º novembre dello stesso anno l'aviatore Giulio Gavotti lanciò a mano la prima bomba aerea (grande come un'arancia, si disse) sulle truppe turche di stanza in Libia. Questa fu la linea politica adottata dal conte Eduard Taaffe, che dal 1879 al 1893 ricoprì la carica di primo ministro[GruppoNota 8]. Gli attentatori non erano a conoscenza della natura dei rapporti tra l'imperatore d'Austria e l'arciduca. Nel 1882 l'Italia confluì nell'alleanza tra Germania e Austria. Questa improvvisa rivalsa nipponica spaventò le nazioni europee, che da tempo nutrivano interessi nei confronti dei territori dell'estremo oriente, e di conseguenza Francia, Germania e Russia si allearono tra loro con un patto (Triplice Intervento) nella speranza di bloccare le mire espansionistiche giapponesi sul continente[65]. Vedi: Principalmente il trattato definì l'influenza francese sul Marocco e l'influenza inglese sull'Egitto. L'ultimatum venne consegnato alle ore 6 di mattina del 23 luglio ponendo come termine massimo 48 ore[85]. Di fronte a questo atteggiamento aggressivo della Gran Bretagna, che rifiutò la mediazione degli Stati Uniti in nome della sua "sovranità", le repubbliche boere si diressero in armi verso i confini. L'ala sinistra, invece, doveva contare solo 8 divisioni e proprio in questo stava l'audacia del piano: fungendo da "specchio per le allodole", l'attacco francese dell'ala sinistra avrebbe reso ancora più micidiale la risposta dell'ala destra che avrebbe attaccato il fianco francese attraverso il Belgio[69]. Cronologicamente, gli eventi qui riportati vanno circa dagli anni '70 dell'Ottocento agli anni '10 del Novecento. Nel 1866, durante il regno di Francesco Giuseppe, l'Impero austriaco venne sconfitto dalla Prussia e dall'Italia. La prima guerra mondiale fu un evento sconvolgente per l’epoca e in pochissimo tempo diventò il più grande conflitto armato mai combattuto fino ad allora: furono mobilitati oltre 70 milioni di uomini, dei quali oltre 9 milioni morirono sul campo di battaglia, in aggiunta ai 7 milioni di vittime civili. Nel frattempo in Austria i ministri discutevano su quali misure dovessero adottare contro la Serbia e solo il conte Tisza sembra covare profetici dubbi: «[l'attacco austriaco alla Serbia] provocherà, per quanto umanamente possibile prevedere, una guerra mondiale[84]». In linea con la politica bismarckiana, anche Guglielmo II continuò a mantenere amichevoli rapporti con la Gran Bretagna, che, però, furono presto forzati dalla politica espansionistica in campo commerciale del Kaiser, che entrò facilmente in attrito con gli interessi britannici[6]. Cronologicamente, gli eventi qui riportati vanno circa dagli anni '70 dell'Ottocento agli anni '10 del Novecento. Il 28 giugno 1914, quando il panslavista serbo Gavrilo Princip uccide a Sarajevo l’Arciduca Francesco Ferdinando e la moglie, la storia europea arriva ad una svolta cruciale: l’Impero Austro-Ungarico - e i Balcani in particolar modo - erano da tempo in una grande agitazione etnico-politica, dovuta alle tensioni sorte in quella che era definita la “polveriera d’Europa”. La Bulgaria, invece, venne divisa in tre parti: Bulgaria propriamente detta, principato tributario ottomano, la Rumelia orientale, provincia semiautonoma dell'Impero ottomano, e la Macedonia, dominio ottomano diretto. L'Impero ottomano cominciò ad avvertire i primi danni sin dal 1877, quando venne impegnato in un nuovo conflitto con la Russia. 2 Pangermanesimo tedesco. Ben presto, però, si capì che queste non erano altro che vane speranze di visionari che credevano che il piccolo (anche se in crescita) esercito inglese potesse combattere ad armi pari con il mostro bellico tedesco sul suo stesso territorio[72]. Per far cessare la disperata resistenza, Lord Kitchener condusse una guerra totale, arrivando ad ammassare circa 250.000 persone nei campi di concentramento[GruppoNota 15]. Alla fine della rivoluzione lo zar concesse un regime vagamente parlamentare basato su due Camere con potere legislativo (il consiglio di stato e la Duma), ma con nessuna possibilità di influenzare l'attività di governo, continuando i ministri a dipendere dai voleri dello zar[48]. All'interno della penisola l'elemento di contrasto era invece rappresentato dalla Macedonia, contesa da Serbia e Bulgaria. Presto nuovi movimenti nazionalisti presero il sopravvento e al grido di "La Francia ai Francesi" iniziò a diffondersi una preoccupante ideologia antisemita che raggiunse il suo culmine nel settembre 1894 con l'Affaire Dreyfus, che riguardò l'accusa di spionaggio militare a favore della Germania di un ufficiale francese di origine ebrea[39]. Da una parte la stampa serba fece ben poco per dissimulare il suo compiacimento, come anche l'opinione pubblica e lo stesso governo, che, appena uscito malamente dalle guerre balcaniche, non desiderava altro che pace e reagì in modo stranamente apatico[79]. Le crisi marocchine: per due volte, nel 1905 e nel 1911, il contrasto tra Francia e Germania sul Marocco sembrò portare l’Europa sull’orlo della guerra.Alla fine la Francia riuscì a spuntarla, grazie alla solidarietà dei suoi alleati e si vide riconosciuto un formale protettorato sul territorio conteso. 10404470014. Nonostante la questione abbia generato numerosi dibattiti tra gli studiosi, è indubitabile che la sconsiderata diplomazia condotta dal Kaiser Guglielmo II e dai suoi funzionari abbia rapidamente sconvolto l'equilibrio che il cancelliere Otto von Bismarck aveva cercato di instaurare tra le potenze europee, contribuendo in tal modo alla creazione delle due fazioni contrapposte degli Alleati e degli Imperi centrali[1]. La mobilitazione totale avviata il 29 luglio, diede inizio al "fatale automatismo delle mobilitazioni" che nel giro di poco tempo avrebbe spinto tutte le nazioni europee nell'inesorabile vortice di una guerra totale[89]. Vedi: La fragilità di questa strategia politica era evidente anche allo stesso Taaffe che ne parlava come di un "tirare avanti alla meglio". Improvvisamente la diplomazia tedesca, avendo capito di essere passata in una posizione di svantaggio, riprese in mano la situazione rivolgendosi insistentemente verso la Russia nella speranza di un'alleanza, che avrebbe compreso anche la Francia, per "stroncare l'arroganza e l'insolenza inglese e giapponese"[13]. Questa pagina raccoglie tutte le cause della prima guerra mondiale, quindi gli eventi della politica estera tra le potenze continentali che condussero all'esplosione della prima guerra mondiale nel luglio del 1914. Preoccupatevi soltanto che l'ala destra sia forte". Infine, il conflitto libico registrò il primo utilizzo nella storia di automobili in una guerra: le truppe italiane furono dotate di autovetture Fiat Tipo 2 e motociclette SIAMT. Favorevoli alla cosiddetta "Italietta", i conservatori cercarono di favorire lo sviluppo interno del paese, tenendolo lontano da pericolose ambizioni espansionistiche e da alleanze scomode. Non comprendendo la genialità del piano ne smussò l'idea di fondo cercando di bilanciare quel deliberato sbilanciamento tra le due ali. Se nella zona transleitanica le spinte indipendentiste preoccupavano il potere centrale, in quella cisleitanica lo sviluppo interno era dominato dai contrasti nazionalistici tra partiti cechi e tedeschi, che non davano speranze in quanto a un compromesso, reso impossibile dalla inconciliabilità delle proposte dell'una e dell'altra fazione[29]. Questi, con riforme atte a diffondere in tutto il territorio moravo e boemo il bilinguismo per tutti gli uffici, ottenne esattamente l'effetto contrario, acuendo ancora l'odio tra le due nazionalità[30]. Inizialmente il governo Campbell-Bannermann sperava di risolvere la questione per via diplomatica, ma la proposta alla conferenza dell'Aja del 1907 di una generale riduzione degli armamenti venne nettamente rifiutata dall'Impero tedesco[74]. Se il progetto non venne ostacolato dall'Austria, con la quale la Germania stipulò un'alleanza difensiva nel 1879, l'attrito con il primo ministro russo Gorčakov e le conseguenze della vittoria russa nella guerra russo-turca del 1877, resero difficili le trattative con l'impero zarista[3]. I domini extraeuropei erano governati con relativa facilità determinata dalla comune fede, che univa l'Arabia, la Mesopotamia, la Palestina, la Siria e zone del litorale nordafricano. In questo modo si era creata la seconda fazione protagonista della prima guerra mondiale, formata da Gran Bretagna, Russia e Francia: la Triplice intesa. In base all'Entente Cordiale, stipulata nel marzo del 1904, Francia e Gran Bretagna, in reazione al riarmo navale tedesco, si riavvicinarono, appoggiando le rispettive politiche coloniali in Africa settentrionale. Nel 1887 il legame mutò con il trattato di controassicurazione, che assicurava la neutralità di Germania e Russia nel caso che uno dei due si fosse trovato in guerra con una terza potenza[2][GruppoNota 1]. L’evento, meglio conosciuto come Attentato di Sarajevo, divenne un vero e proprio casus belli per Vienna e diede formalmente inizio al primo grande conflitto mondiale. Riassunto semplice sulla Prima guerra mondiale: cause e conseguenze del conflitto, schieramenti e fine del conflitto, Storia contemporanea — In effetti la crisi ci fu, ma invece di indebolire i rapporti tra i due paesi ai lati della Manica, li rese ancora più saldi. Egli stesso aveva definito la Germania uno stato "saturo" che, dopo la vittoriosa guerra franco-prussiana, aveva finalmente messo a tacere lo scomodo vicino francese che gli aveva ceduto l'Alsazia e buona parte della Lorena. Il 30 giugno Sir Arthur Nicolson, il più alto funzionario al Foreign Office scrisse all'ambasciatore britannico a San Pietroburgo: «La tragedia che si è appena consumata a Sarajevo non comporterà, credo, ulteriori complicazioni[83]». Nel 1878 il congresso di Berlino concluse la guerra russo-turca (1877-1878) che era scoppiata a causa delle istanze autonomistiche di Bosnia-Erzegovina e Bulgaria ai danni dell'Impero ottomano. Sotto l'aspetto sociale, tra il 1910 e il 1914 si conseguì la presa a carico dello stato dell'istruzione e l'ingresso della donna del mondo del lavoro qualificato (la "rivoluzione" della macchina da scrivere)[51]. Nel 1906 venne nominato capo di stato maggiore al posto di Schlieffen Helmuth von Moltke il quale mancava del coraggio e della lungimiranza che avevano reso celebre il suo predecessore[70]. [GruppoNota 19][87]». La situazione si stabilizzò temporaneamente con la nascita dell'Alleanza dei tre imperatori del 1881 fra Germania, Russia e Austria sulla questione dei Balcani. L'ultima conquista fu la regione dell'Amur, su cui dovette ripiegare dopo aver perso ogni speranza in Manciuria e in Corea con la guerra russo-giapponese[45]. Al congresso furono riconosciuti come stati indipendenti (oltre alla Grecia, autonoma dal 1830) la Romania, la Serbia e il Montenegro. 2.1 I tedeschi vogliono creare una "grande Germania" riunendo tutti i popoli di lingua tedesca. La pace fu conclusa il 31 maggio 1902 e le repubbliche boere diventarono colonie della Corona britannica con la promessa di una futura indipendenza[63].