Con Beppe e Lodovico abbiamo cercato di ammorbidire Diana e renderla più vicina al reale donandole diverse sfaccettature. Ti abbiamo appena visto impegnata nel ruolo di madrina al Capalbio Film Festival, dedicato al mondo del cortometraggio. E un’esperienza che invece con il senno di poi non ripeteresti? Del resto, essere gentili e felici quando si fa il lavoro che si desidera fare e lasciare a casa i problemi di tutti i giorni non è cosa difficile. Non è detto che chi arriva a realizzare un corto riesca poi a fare un film. Mi piace molto spesso alternare i ruoli che interpreto e, ad esempio, dopo un film drammatico passare ad una commedia. Negli anni passati, si facevano tante fiction in costumi d’epoca. La fiction di Canale 5 sta facendo impazzire i fan con tante scene hot. Ho avuto la possibilità di lavorare con grandissimi registi sia al cinema che in televisione, di fare dei generi tra loro diversissimi e di impersonare dei personaggi femminili che spesso e volentieri sono davvero forti e ben scritti, dall’assassina alla poliziotta alla Madonna di La Sacra famiglia. È sempre difficile racchiudere in poche parole il percorso artistico di una persona. Anzi, spesso è il contrario. La stessa cosa mi è accaduta sul set di La tassinara, dove guardando recitare Stefania Sandrelli ho visto e appreso la semplicità e la dedizione che il mestiere di attore o attrice richiede. Nonostante ogni regista abbia una concezione diversa di cinema, nel momento in cui da attore ti ritrovi sul set è alle sue mani che ti affidi. Nella migliore delle ipotesi, i corti arrivano ai festival. Ritrovarsi a girare un primo piano alle 4 del mattino dopo quasi 24 ore che sei in piedi e 8 di intenso lavoro e sforzo per evitare, come dice Verdone, che “ti crolli la faccia”. © Ana Caterina Morariu 2016 - All rights reserved, Il commissario Montalbano – L’età del dubbio, Quando sei nato non puoi più nasconderti, Intervista esclusiva ad Ana Caterina Morariu – Da Verdone a Squadra Antimafia 5. Personaggi che non sempre sono scritti per attirare le simpatie del pubblico, come ad esempio quello di Diana nella miniserie Sarò sempre tuo padre, in cui interpretavi la moglie “cattiva” di Beppe Fiorello. Mi davano tutti della “str….”, vedi te. New Releases. Aneddoti divertenti a parte, Marco Tullio Giordana è una delle persone più calme che io abbia mai visto in azione su un set. Accade anche nei set italiani. Anche perché, da un punto di vista distributivo, i cortometraggi non hanno un destino fortunato. Sono molto fortunata in questo. Biografia. In quel set rimediai una caduta che difficilmente dimenticherò. Quello del corto è un universo che da sempre ti vede impegnata in prima linea sia come attrice sia come produttrice. Ana Caterina Morariu è nata il 20/11/1980 a Cluj-Napoca, Romania. Mi ricordo che terminai la scena, mi alzai e risposi a tutti quanti che stavo bene, quando invece alzandomi la veste notammo che per poco non si vedeva l’osso del mio ginocchio sanguinante. Abbiamo registrato con lei diversi mesi fa, era il 12 gennaio, poi per gli impegni di tutti noi che stiamo dietro a The Angel 3, ci sono state delle lunghe pause nella produzione e soltanto ieri (18 giugno) abbiamo finito le riprese. Da allora, mi appassiona molto vedere quegli aspetti produttivi ed organizzativi che riguardano tutti i settori che ruotano intorno al mio lavoro. O Alexis Sweet che, di fronte a una mia richiesta su come pronunciare alcune battute per un genere specifico e tecnico come quello di Intelligence, mi rispose «Tu dilla. Biografia di Ana Caterina Morariu con descrizione e film in cui ha recitato. Sicuramente Carlo Verdone con il suo «Ana, fino a quando io ti dico “vai” e non aggiungo altro, vuol dire che va tutto bene». Spesso capita che ci siano dei bei film che per ragioni che rimangono sconosciute restano nei cassetti di chi li ha prodotti ma, da quanto mi è sembrato di capire, potrete vedere la mia Marta di Como estrellas fugaces, una ragazza giovane innamorata delle stelle e la cui storia si intreccia con quella degli altri abitanti di un piccolo paese di montagna, al più presto. Como estrellas fugaces è fondamentalmente una commedia che parla della vita reale, quella che affrontiamo tutti i giorni, ma in chiave poetica. Insieme al regista, l’attore crea il personaggio nel quale il pubblico si riconosce o dal quale prende le distanze. Da allora recita in vari film e serie tv. Ana Caterina Morariu nasce in Romania, a Cluj-Napoca, il 20 novembre del 1980. Figlia della famosa ballerina rumena Marineta Rodica Rotaru, studia a Roma al CSC dove si diploma nel 2002. In Theaters ... Nel 2005 ha ottenuto una parte in Ocean's Twelve, dove … In quel caso, ho cercato anche grazie a Beppe e al regista Lodovico Gasparini di smussare lo stereotipo della madre che attacca e del padre che subisce. Merito non solo del … Sembro buona buona e invece… Non avevo mai pensato a questa casualità ma sarà frutto del fatto che mi intrigano le storie complesse. Ed è proprio quello della poliziotta il prossimo ruolo in cui ti vedremo impegnata da settembre su Canale 5 nella quinta stagione della fortunatissima serie Squadra Antimafia – Palermo oggi. A differenza dei film, per cui spesso si parla tanto senza poi arrivare a concludere nulla, il cortometraggio  — una volta presa la decisione di farlo – lo porti a termine concentrandovi sopra tutte le energie possibili. Senza ombra di dubbio, il mio è un bellissimo lavoro che ti permette di incontrare persone meravigliose e di far cose, anche pericolose, che mai avresti occasione di far nella vita reale. Willis è un uomo meraviglioso. Steven Soderbergh, Marco Tullio Giordana, Liliana Cavani, Carlo Verdone e Carlo Lizzani sono soltanto alcuni dei grandi registi da cui sei stata diretta, tutti cineasti con idee tra loro molto differenti sulla loro arte e sull’uso degli attori. Cinque anni dopo, la famiglia si trasferisce a Bagnara Calabra, ridente cittadina bagnata dal mar Tirreno. Una volta terminato il Centro Sperimentale, ho iniziato subito a recitare e ho fatto tanti film in costume d’epoca. Devo però ammettere di essere stata fortunata anche in questo: ho trovato dei set meravigliosi, in cui si andava tutti d’accordo e si agiva come una grande squadra. Come dico sempre io, i film si fanno per far sognare o per far vedere quello che succede nel mondo sperando che certe cose non si ripetano. Donne assassine appartiene alla seconda categoria. Una volta finito il Centro, con amici e persone a me care ho continuato a ripetere l’esperienza trasformandola in una vera passione, perché fare cortometraggi non è semplice: ho visto gente girare anche per 24 ore senza fermarsi niente, nelle condizioni più disagiate possibili e chiedendo favori a destra e a manca (del tipo, prendere 10 cappuccini in un bar per girare una scena lì). Nel 2006 è la protagonista del film, Il mio miglior nemico di Carlo Verdone, ruolo che le vale la candidatura al David di Donatello. Dall’industria cinematografica che non ha più né voglia né mezzi per investire su un nome nuovo o da altri fattori concomitanti? Si. Eh, si. #AnaMorariu. E poi nei set stranieri accade di avere spesso presente anche sceneggiatore e produttore. Posso dire che è l’unico uomo su un set che è riuscito a farmi battere il cuore per davvero: al suo cospetto ero emozionatissima. Figlia della famosa ballerina rumena Marineta Rodica Rotaru, studia a Roma al CSC dove si diploma nel 2002. Ricordo tanto ma tanto freddo. È vero che usano tutti tecniche differenti ma il risultato è sempre lo stesso, ovvero quello di raccontare il film che stanno girando e di farlo arrivare al pubblico. Mentre gridavo “Carlino, Carlino!”, caddi spudoratamente per terra ma continuai la scena. “Fin dalla prima volta che ci siamo dati la mano ho avvertito una vibrazione speciale, ma durante i mesi di lavorazione non è successo niente, siamo stati molto professionali. Non è stato facile ma Francesco Patierno mi ha aiutato molto sul set, accompagnandomi ad entrare nel mio personaggio. Per inciso, io adoro recitare in costume e una delle esperienze più importanti che ricordi è stata quella dello sceneggiato Guerra e pace, una coproduzione internazionale che ha visto impegnati cinque differenti Paesi europei e attori provenienti dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania e dalla Spagna. Già questo è uno scoop. Nel 2006 è la protagonista del film, Il mio miglior nemico di Carlo...Leggi tutto. Il nome forse non è facile da ricordare ma la bellezza greca, la versatilità in scena e la simpatia a cineprese spente non lasciano indifferenti chi ha la fortuna di incontrarla lungo la sua strada. Di conseguenza, fare televisione è un’ottima palestra. #AnaCaterinaMorariu, #vita, #privata, #felice, #Alessandro, #MariaFrancesca\rThanks for watching videos!\rPlease subcribe and share my channel: https://goo.gl/KFyf9U\rMy New channel: https://goo.gl/PEbLvP\r\r#notizie #gossip #GossipItaliano #GossipStraniero #Gossipnews #GrandeFratelloVip #UominieDonne #GFVipDiretta #LENOTIZIE DELGIORNO Nel momento in cui realizzi un corto, puoi anche raccontare la tua storia senza dipendere dalle decisioni di terzi. Da tutte quante ho imparato qualcosa, anche da quelle che possono sembrare alcune volte negative e che invece ti insegnano a capire cosa non vuoi che accada o cosa evitare. Hanno dei circuiti a sé. È un ottimo direttore di orchestra che riesce a dare a tutti l’input giusto. Martedì 29 e mercoledì 30 novembre alle 21.10 Rai 1 trasmetterà la nuova fiction in due puntate “Sarò sempre tuo padre” con protagonista Beppe Fiorello nella parte di un padre separato dalla moglie interpretata da Ana Caterina Morariu a cui viene a mancare l’affetto del proprio figlio. Che ricordi hai invece del set di Quando sei nato non puoi più nasconderti di Marco Tullio Giordana? In quelli in cui ho lavorato io, sovente il produttore è venuto a far visita al set durante il corso delle riprese ed è molto attento a ciò che ha intorno. Durante le riprese, ho avuto anche la fortuna di conoscere Michela Cescon, una delle attrici più strepitose che abbiamo in Italia, e di lavorare a fianco di chi come lei ha molto da insegnare solo osservandola. Lo è ancora di più quando il soggetto in questione, a poco più di trent’anni, vanta alle spalle tra cinema e televisione oltre una ventina di titoli realizzati da registi come Marco Tullio Giordana, Steven Soderbergh, Carlo Lizzani, Liliana Cavani e Francesco Patierno. Ana Caterina Morariu, nata in Romania nel 1980 e cresciuta in Italia tra la Calabria e la Toscana prima di approdare al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha il suo nome indissolubilmente legato a quello di Carlo Verdone che l’ha scelta per il ruolo di Cecilia in Il mio miglior nemico, personaggio che all’attrice è valso anche una candidatura ai David di Donatello. Cecilia è un personaggio a cui sono rimasta molto affezionata. Sono molto contenta di aver fatto da madrina al Capalbio, un festival dedicato ai cortometraggi italiani e internazionali. Le cinque giornate di Milano invece ti ha portato sotto la direzione di Carlo Lizzani, uno dei grandi maestri del cinema italiano. D’altro canto, il cortometraggio è una buona palestra per chi vuole fare il cinema. Un altro tratto distintivo del tuo curriculum è la presenza, oltre ai film in costume, di molti thriller. Tutte le volte che qualcuno mi fa la stessa domanda una sorta di vuoto cosmico non mi fa venire in mente nulla, a parte quelle situazioni molto surreali. Da dove nasce questa passione? Così come ricordo sempre Liliana Cavani sul set di De Gasperi, l’uomo della speranza: lei ha un modo talmente diverso di girare che ti fa entrare all’interno dello spazio per poi mettere la macchina da presa in funzione dell’attore. La cosa divertente è che, dopo aver finito di girare le scene con lui, sono ritornata a casa e in tv davano Pulp Fiction, l’ho rivisto e ho continuato a chiedermi se era lo stesso uomo a cui ero stata accanto fino a qualche momento prima. Non riesco a darti una risposta. A parte l’esserti “innamorata” di Bruce Willis, quale è stata l’esperienza più divertente da te vissuta su un set? Al di là dei film in costume e dei thriller, cinematograficamente è difficile dimenticare la tua Cecilia di Il mio miglior nemico, il film di Carlo Verdone che ti ha portato ad essere candidata ai David di Donatello. Hai trovato invece differenze tra la macchina produttiva straniera e quella italiana? Con una battuta, si può dire che hai la faccia da thriller. Facendo l’attrice, ti capita di fare delle cose che nella vita normale si evitano, come quella volta in cui mi sono ritrovata, senza che avrei dovuto esserci, in una sequenza di inseguimento e a fare un testacoda che ha fatto impallidire l’organizzatore di scena. “Quando ho saputo che era una bambina ho capito che dovevo chiamarla Maria, mi è venuto dal cuore. Allo scorso Festival di Torino ti abbiamo invece vista tra gli interpreti della commedia corale Como estrellas fugaces di Anna Di Francisca, un film dal cast multinazionale di cui abbiamo però perso le tracce in attesa che approdi nelle sale. Anche perché tu sei letteralmente cresciuta in scena. Sono passati otto mesi prima di deciderci a uscire insieme. Qui trascorre l’infanzia e parte dell’adolescenza, e nel 1995 inizia a frequentare il liceo scientifico a Montevarchi Valdarno, in Toscana. Cattiva è un eufemismo. A volte, è una questione di numeri più che di modalità. Sai che fatica girare con il passeggino tra le buche dei marciapiedi?”, ha sottolineato Ana Caterina Morariu. La Morariu ha inoltre svelato di aver cominciato a preparare il corredino per la neonata solo due settimane prima del parto e di aver letto molti libri sulla genitorialità per preparasi al ruolo più importante della sua vita.Ana Caterina Morariu è cambiata da quando è diventata mamma“Da quando è nata Maria, mi guardo attorno in un altro modo. Mi piace molto vedere cosa riescono a fare i giovani (ma anche i meno giovani, non c’è più un’età prestabilita né per realizzare cortometraggi né per girare lunghi) per riuscire a raccontare in pochi minuti una storia che abbia un inizio, una fine e una parte centrale in cui succede qualcosa. Un’attrice eccellente, una persona gentile e divertente. Nel cast anche Anna Valle, Giorgio Marchesi, Loretta Goggi, Ana Caterina Morariu, Alessio Vassallo, Irene Ferri Voto Pubblico mtRating: Vota 1/10 2/10 3/10 4/10 5/10 6/10 7/10 8/10 9/10 10/10 Con quale regista ti sei trovata meglio? Alessandro e Ana si sono innamorati grazie alla serie tv ma l’interprete rumena è capitolata solo dopo un lungo corteggiamento da parte del regista. Come è accaduto a noi in occasione del Capalbio Film Festival, a cui la Morariu ha fatto da madrina, e durante il quale si è soffermata a raccontarci il suo essere attrice a 360°. Non si tratta di mentalità straniera o italiana, semmai dovrebbe parlarsi di sinergia: gli italiani, volendo, hanno anche una marcia in più ma spesso finiscono con il perdersi nelle parole e con il dedicarsi meno ai fatti. Ecco, gli orari di lavoro semmai andrebbero sicuramente rivisti, pensando che anche gli attori, nonostante la proverbiale resistenza, hanno dei limiti umani.