La paternità delle opere, seppur dubbia, è attribuita ad allievi di scuola giottesca, specie le Storie della Vergine[13], che la critica tende ad attribuire a Stefano Fiorentino o a Puccio Capanna[14]. Un altro gruppo di cistercensi, provenienti invece da Clairvaux, giunse all'inizio del 1135 a Milano, ospiti dei benedettini di sant'Ambrogio, in sostegno di papa Innocenzo II nella disputa contro l'antipapa Anacleto II, che allora contrapponeva anche il resto della Lombardia contro la città di Milano[1]. Tra il 1970 e il 1972 si effettuarono i restauri degli affreschi del tiburio e, dal 2004, sono in corso i restauri degli affreschi della torre nolare e degli edifici dell'ingresso. l’è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolittla ciribiciaccola la ciciara i ciribiciaccolitt ciciarenma la ciciarada de la ciribiciaccola l’è pusse’e lunga de quela de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt», «Sul campanile di Chiaravallec'è una ciribiciaccolacon cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini.Vale di più la ciribiciaccoladei cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini?Quando i cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini vogliono chiacchierare con la ciribiciaccolala ciribiciaccola è pronta a chiacchierare con cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolinila ciribicciaccola chiacchiera, i ciribiciaccolini chiacchieranoma la chiacchierata della ciribiciaccola è più lunga di quella dei cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini.». La chiesa abbaziale è un organismo in laterizio ad andamento longitudinale, ripartito in tre navate, con ampio transetto. È una struttura che rappresenta un punto di divisione tra la zona abitata e la campagna che si estende nel Sud di Milano. Ognuna delle zone è divisa a sua volta in due parti che sono caratterizzate dall'abbondanza di archetti pensili di varie forme, con cornici lavorate e accompagnate dai pinnacoli conici bianchi che delimitano le zone. La campana suona per chiamare a raccolta il capitolo dei monaci per la liturgia delle ore e durante il sanctus delle messe conventuali. Nel 1322 Matteo Visconti, signore di Milano, muore scomunicato. Dopo aver superato il portone duecentesco si coglie subito la pianta a croce latina, disposta su tre navate con volta a crociera, sorrette da piccoli pilastri in cotto ai lati, e con abside piatta. Cookie policy, Architettura in Lombardia dal 1945 ad oggi, Patrimonio culturale degli enti sanitari lombardi, Chiesa dell'abbazia di Chiaravalle, Milano (MI), Cimitero dell'abbazia di Chiaravalle, Milano (MI), Mulino dell'abbazia di Chiaravalle, Milano (MI), Quattro passi per Milano. La fondazione dell'abbazia di Chiaravalle presso Milano è direttamente connessa con la figura di san Bernardo. Fondato da Bernardo di Chiaravalle nel 1135, per ospitare i monaci biancovestiti della regola cistercense, diviene da subito luogo, grazie alla prorompente personalità del monaco francese, di conversione monastica del patriziato milanese e quindi di accumulazioni fondiarie. Da notare sono le colonnine "annodate" poste sul lato nord-ovest che indicano l'unione tra il cielo e la terra e la semplicità dei capitelli delle altre colonne, decorate con foglie, aquile e volti umani, in molti casi fortunati ritrovamenti in fase di restauro, utilizzate per le colonnine attuali. A cavallo dell’anno Mille, la Pianura padana era coperta da paludi e foreste, ma le prime bonifiche messe in opera dai monaci per edificare conventi e abbazie resero la zona adatta a far pascolare il bestiame. L’Abbazia di Chiaravalle (o Monastero di Santa Maria di Chiaravalle) si trova nel Parco agricolo Sud Milano, a metà strada tra i quartieri Vigentino e Rogoredo. Contatti | È la zona più illuminata della chiesa, ricevendo luce da tutti i quattro lati, è la più importante per il suo significato religioso. Nel 1442 l'abbazia venne mutata In commendam[5], affidata all'abate Gerardo Landriani, per passare nel 1465 sotto la guida di Ascanio Maria Sforza Visconti, fratello di Ludovico il Moro. La scena è ripresa dalla Vita di San Benedetto narrata da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi, e stabilisce una chiara connessione tra il modello perfetto della Chiesa, rappresentata dalla Vergine, e l'astinenza dalla carnalità come prescritto dall'osservanza della Regola seguita a Chiaravalle. Di questo antico impianto rimane poco, se non le parti prossime alla sala capitolare. L'incrocio è invece delimitato da pilastri a sezione quadrangolare (in seguito modificati), come anche la prima coppia verso la navata. Aggiuntavi la storia di Guglielmina Boema, Guglielma e Maifreda. La cappella che ne ospitò le spoglie divenne luogo di culto, frequentato da seguaci e devoti. Sulle pareti laterali altre due opere dei Fiammenghini: l'Adorazione dei pastori e la Madonna del Latte, datata 1616. Attualmente, il campanile ospita un concerto di cinque campane, fuso dalla fonderia del grosino Giorgio Pruneri nel 1907. Nel 1412 venne costruita per volere dell'abate una piccola cappella, posizionata in corrispondenza del transetto meridionale, rimaneggiata nel XVII secolo e oggi utilizzata come sacrestia[2]. Le prime costruzioni realizzate dai religiosi furono provvisorie, e solo tra il 1150 e il 1160 venne incominciata la costruzione della chiesa attuale, che poi si protrasse per circa settant'anni, fino al 1221; di quella originaria del 1135 non rimane oggi alcuna traccia[1]. Con l'episcopato di Enrico Settala, arriva la consacrazione della chiesa, nel 1221. Nel 1490, viene chiamato Bramante a dipingere il Cristo alla colonna (oggi a Brera). Arrivati alla quarta campata si notano i pilastri rettangolari, collegati a un muro che sostiene il coro. Sulla parete nord sono - attualmente otturate - finestrelle di affaccio nel sottotetto; più in alto, da entrambi i lati, sono altre semplici finestre, una per campata. Del vasto e articolato complesso originario sopravvivono oggi la chiesa abbaziale e il chiostro, sul quale gravitano i principali edifici monastici. Nel tamburo si osservano sedici figure di Santi disposti a coppie[12]. Fuori Porta Romana come mostra la famosa pittura del Borgognone. La torre viene chiamata nel dialetto milanese "Ciribiciaccola", e in un'antica filastrocca dialettale se ne parla così: «Sora del campanin de Ciaravallgh’è una ciribiciaccolaCon cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolittvar pusse’e la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt?quant i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccolala ciribiciaccola Monastero di Santa Maria di Chiaravalle, monaci cistercensi, nascita del Grana Padano, 20201115 A partire dal 1 giugno 2020 il monastero di Chiaravalle riapre ai fedeli, turisti, visitatori e frequentatori abituali dell’Abbazia. All'inizio del Trecento è attestata la punta massima di presenze di monaci (ottanta); è anche il momento in cui, allentatosi l'originario rigore, entra e si afferma con sempre maggiore forza il complemento pittorico delle strutture architettoniche, sino a quel momento austeramente nude, e si proietta verso l'alto la grande torre nolare all'incrocio del transetto. È solo nel 1893 che l'Ufficio per la Conservazione dei Monumenti comprò l'abbazia dai privati che l'abitavano e incominciò il restauro del complesso, prima affidandolo a Luca Beltrami, poi nel 1905 a Gaetano Moretti, a cui si deve il restauro della torre nolare, nel 1926 con il ripristino della facciata originaria eliminando le superfetazioni barocche e nel 1945[8] con ulteriori restauri e la ricollocazione del Coro Ligneo nella navata centrale, che era stato spostato nella Certosa di Pavia per precauzione. L'accesso al complesso avviene attraverso una torre cinquecentesca, costruita per volere di Luigi XII di Francia, a fianco della quale sorge l'oratorio dedicato a San Bernardo in cui si può ammirare l'affresco di Cristo davanti a Pilato, un tempo attribuito al fiammingo Hieronymus Bosch e oggi assegnato allo svizzero Hans Witz, che fu pittore di corte negli anni di Galeazzo Maria Sforza. Abbazia di Chiaravalle: dove siamo. Le cappelle di questo transetto sono solo tre; da sinistra si trova la Cappella di San Bernardo, la Cappella della Passione che originariamente ospitava il Cristo alla colonna del Bramante ora in deposito alla Pinacoteca di Brera, e, infine, la Cappella di San Benedetto. Storia di un'eresia femminista, Chiaravalle Milanese. Dall'Incoronazione della Vergine all'Annunciazione, completata in un secondo tempo, dalla Dormitio Mariæ ai Funerali di Maria Santissima, tutti risalenti agli anni compresi tra il 1345 e 1347. Il nartece d'ingresso seicentesco è tuttora conservato. Le cappelle di questa parte di transetto sono divise su due livelli, tre sotto e tre sopra; le prime fanno parte del progetto originario della chiesa, le altre tre vennero aggiunte solo nel XIII secolo e non sono più utilizzabili. Per maggiori informazioni www.mulinochiaravalle.itIl borgo di Chiaravalle è posto alla periferia sud-est di Milano. L’Abbazia di Chiaravalle a Milano è senza, dubbio uno tra i più ammirati complessi monastici cistercensi d’Italia. Ma l'intervento dell'Inquisizione circa venti anni dopo, nel 1300, interruppe il culto e consegnò al rogo i suoi resti mortali e i suoi seguaci, che arsi vivi, morirono condannati per eresia. Sulla sinistra è raffigurato San Benedetto colto nell'atto di buttarsi nel mezzo di un roveto per respingere alcune tentazioni carnali subite in sogno. Indirizzo: Via S. Arialdo, 102 - Chiaravalle, Milano (MI), Tipologia generale: architettura religiosa e rituale, Configurazione strutturale: La distribuzione funzionale degli ambienti segue la pianta-tipo del monastero cistercense. Per gruppi in settimana e nel week end è necessaria la prenotazione contattando l¿info point allo 02.84930432. Il tiburio presenta tre serie di affreschi, ormai molto frammentari e deperiti, realizzati in due periodi successivi. Interamente in noce è composto da due file disposte parallelamente su due livelli: il primo composto da ventidue stalli per i monaci, il secondo livello, più in basso, da 17 posti. Non vi sono documenti che attestano cosa ci fosse sul campanile prima delle campane odierne. Come detto prima la facciata della chiesa è quella precedente il rifacimento seicentesco, restaurata infatti nel 1926 per riportare alla luce il progetto originario. Nel transetto destro della chiesa abbaziale vi è un organo a canne[16] opera di Natale Morelli (1853), rifacimento di un più antico strumento del XVII secolo. I pannelli intagliati rappresentano episodi della vita di san Bernardo, accompagnati da puttini, lesene e incastonati in piccoli scompartimenti. Nel 1412 furono approntati la sacrestia, innestandola nel braccio destro del transetto e concepita come cappella profonda divisa in tre parti con tre campate differenti. Sempre opera dei Fiammenghini, furono in seguito spostati dalla loro sistemazione originaria (i piloni della navata centrale) e risistemati su tela nel 1965. Le navate sono spartite da poderosi pilastri cilindrici (1,8 m di diametro) con base semplicissima costituita da una risega e da una modanatura a toro, priva di capitello, sostituito da una svasatura che aumenta la base d'appoggio degli archi di valico a pieno centro. Anche la torre venne rimaneggiata nel corso degli anni come il resto dell'abbazia, e solo nel 1905 vennero rimosse le aggiunte settecentesche. Un luogo di particolare importanza storica e spirituale, perfetto per meditare o anche solo per concedersi una pausa dal caos e dallo stress della vita quotidiana.. Abbazia di Chiaravalle Il braccio nord è dedicato ai martiri dell'ordine: sopra le tre cappelle troviamo San Bernardo di Poblet, San Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury, la Santissima Trinità, sulle altre pareti il Martirio delle monache cistercensi nel monastero di Vittavia e il Martirio di san Casimiro. La storia dell'abbazia proseguì normalmente nei secoli fino alla cacciata dei monaci da parte della Repubblica Cisalpina nell'anno 1798, già sfiorata con la politica di soppressione degli ordini monastici di Maria Teresa d'Austria, per diventare già quell'anno parrocchia del paese vicino. Tra XII e XIII secolo il monastero vede confermata la protezione della Sede apostolica e riceve numerosi privilegi anche da parte imperiale. Sulla parete a fianco della scala che porta al dormitorio vi è il grande affresco dell'albero genealogico dell'Ordine. I bracci del transetto sono formati da due campate di forma rettangolare, mentre l'incrocio viene deformato dalla cupola della torre. Fondata nel XII secolo da san Bernardo di Chiaravalle come filiazione dell'Abbazia di Clairvaux, attorno a essa si sviluppò un borgo agricolo , annesso al comune di Milano nel 1923. Da notare il paesaggio retrostante. Per ironia della sorta la costruzione del rilevato ferroviario dietro di essa e la risistemazione dell'antico cimitero fece in modo che ci si accorgesse di tale monumento, ridotto in condizioni misere. L'abbazia di Chiaravalle (in latino, Sanctæ Mariæ Clarævallis Mediolanensis, conosciuta anche come Santa Maria di Roveniano) è un complesso monastico cistercense situato nel Parco agricolo Sud Milano, tra il quartiere Vigentino e il quartiere Rogoredo. Il suo corpo non è chiaro se fu sepolto qui o a S. Maria la Rossa a Crescenzago, perché non venisse dissepolto e bruciato come eretico. I "ciribiciaccolini" sono forse i frati dell'abbazia o le colonnine lavorate minuziosamente della torre, o ancora i piccoli della cicogna, che in passato nidificava sulla torre, dal verso dei cicognini ("ciri") e lo sbattere del becco della cicogna contro le colonnine. I bronzi tondi raffiguranti il Cristo al Limbo e l'Incredulità di San Tommaso (i cui disegni originali di Raffaello Sanzio sono oggi conservati a Firenze e Cambridge) sono opera dello scultore fiorentino Lorenzo Lotti, detto il Lorenzetto. Si intravedono ancora, nella struttura attuale e in particolare nelle due entrate laterali, i segni del rifacimento e alcuni elementi architettonici non ben integrati col resto della struttura. In seguito, nel XIV secolo, venne realizzato il tiburio e il refettorio. Nel 1477 viene imposta ai monaci la riforma che li porta ad accettare l'Osservanza cistercense, con la nomina a commendatario di Ascanio Sforza, fratello di Lodovico il Moro. Sostituisce l'originale duecentesco, del quale si conservano le murature laterali. A sinistra dell'ingresso è la semplice struttura in laterizi a vista della chiesa di S. Bernardo, conclusa nel 1412, che conserva all'interno un'interessante decorazione pittorica di discussa attribuzione. Stupendo esempio di arte lignea è il coro, appoggiato ai muri della navata centrale, intagliato da Carlo Garavaglia (autore di opere pregevoli a Milano, ma pressoché sconosciuto) a cavallo degli anni 1640-1645. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 19 set 2020 alle 16:01. Da notare le tele de La Vergine, San Bernardo e Santi, San Benedetto e gli altri santi e la pala d'altare realizzata da Daniele Crespi. Dopo la sua morte, avvenuta pare il 24 agosto 1281[9], i monaci e le suore di santa Caterina la proposero per la canonizzazione. In fondo al transetto sinistro si trova la statua in marmo di Carrara, raffigurante il versetto del salmo Exsurrexi et adhuc sum tecum (138, 18), scolpita nel 1975 da Giacomo Manzù per Raffaele Mattioli (1895-1973), amministratore delegato della Banca Commerciale Italiana, sepolto nel cimitero dell'abbazia[15]. Nel 1341, cadendo la scomunica ai Visconti, l'interdetto alla città e all'abate di Chiaravalle, per festeggiare l'evento, vengono commissionati gli affreschi che decorano il tiburio, con le figure dell'Assunta, Annunciazione, Sepoltura e Funerali della Vergine, databili entro la metà del sec. L'articolazione dell'interno è apprezzabile anche nell'assetto delle pareti esterne, scandite da muri di spina messi a rinforzo nei punti di maggior spinta delle volte. Si effettuano visite guidate al complesso monastico: chiesa, chiostro, Mulino e cappella di San Bernardo. Durante il XIII secolo i lavori proseguirono nella realizzazione del primo Chiostro, situato a sud della chiesa. Un'altra possibilità, sempre da via Ripamonti, è prendere via dell'Assunta e percorrere via Vaiano Valle, che passa in mezzo ai campi e sbuca in via sant'Arialdo all'altezza del cimitero di Chiaravalle. L'intervento dell'Inquisizione circa venti anni dopo, nel 1300, interruppe il culto e consegnò al rogo i suoi resti mortali e i suoi seguaci che, arsi vivi, morirono condannati per eresia[9]. Di estremo interesse è la decorazione interna del tiburio, che presenta tre serie di affreschi, frammentari e in parte piuttosto deperiti. Se la fase originaria della fabbrica, aderente al modello, si può individuare nel blocco del capocroce, rilevanti sono le addizioni successive, tra le quali emerge la realizzazione, al di sopra del tiburio, della vertiginosa torre nolare. Nei pressi dell'abbazia visse in un'abitazione di proprietà dell'ente monastico Guglielma la Boema, che si spense indossando in punto di morte l'abito monastico e che venne sepolta all'interno del chiostro. Mulino dell'abbazia di Chiaravalle, Milano (MI) Descrizione. Sulla destra San Bernardo in ginocchio di fronte a un'apparizione mariana e l'abbazia di Chiaravalle raffigurata alle sue spalle rendono omaggio alla particolare devozione bernardina nei confronti della Madonna. Per evitare assembramenti e garantire la sicurezza di tutti evitando il perpetuarsi del contagio, la comunità monastica ha scelto di riaprire tutti i servizi contingentando gli accessi secondo le modalità seguenti. Si presenta con due campate a botte, una piccola abside semiottagonale e due finestre a sesto acuto. L'entrata del capitolo è posto sul lato a est del chiostro; qui si possono ammirare dei graffiti (attribuiti al Bramante) raffiguranti la Milano del tempo: il Duomo è ancora senza le guglie, Santa Maria delle Grazie è in costruzione e il Castello Sforzesco mostra ancora l'antica torre del Filarete. Il transetto della chiesa è interamente ricoperto dagli affreschi dei Fiammenghini, che terminarono il loro lavoro nel 1615. Notevole il portale d'ingresso, risalente presumibilmente agli inizi del XVI secolo, scolpito in rilievo con le figure dei Quattro Santi (san Roberto, sant'Alberico, santo Stefano, san Bernardo) e sormontato dallo stemma della chiesa: la cicogna con pastorale e mitra, anch'essa scolpita sui battenti. I beni dell'abbazia vennero venduti, e vennero avviati i lavori di demolizione del monastero: rimasero intatti soltanto la chiesa, una parte del chiostro piccolo, il refettorio e gli edifici dell'ingresso[7]. La data di consacrazione della chiesa nel 1221 sigilla la prima campagna di lavori, durata poco meno di un secolo. Sulla volta di questo transetto vi sono san Cristiano arcivescovo d'Irlanda, san Pietro arcivescovo di Tarantasia, sant'Edmondo arcivescovo di Canterbury, san Guglielmo di Berry. Nella cupola[11] era decorata dai santi Gerolamo, Agostino, Gregorio e Ambrogio, dai quattro Evangelisti e sormontati dal cielo stellato. Tra la fine del secolo e l'inizio del XVI sec., venne costruito il Dormitorio, munito di portico di distribuzione a 40 celle per i monaci più quelle per i forestieri, con la relativa scala di accesso appoggiata al muro del transetto destro. La distribuzione funzionale degli ambienti segue infatti anche a Chiaravalle la pianta-tipo del monastero cistercense. Il 10 ottobre 1134 giunsero in Lombardia i primi monaci cistercensi provenienti dalla località di Moiremont, vicino a Digione, che si stabilirono a Coronate presso Pieve di Abbiategrasso. Il corpo principale è formato da quattro campate, mentre una quinta più piccola forma il presbiterio. Nel corso dei secoli fu così apprezzato da diventare dono per le famiglie nobili tanto che Isabella d’Este, sposa di Francesco II Gonzaga, nel 1504 lo inviò in regalo ai suoi familiari, signori del ducato di Ferrara. In onore di San Bernardo di Chiaravalle, la campana è chiamata Bernarda. Collocato sopra una cantoria lignea dipinta fra due monofore, è a tastiera unica e pedaliera a leggio composta da 17 pedali + 1 che aziona il tiratutti. Per singoli si organizzano visite guidate nei week end e nei festivi con orari consultabili sul sito www.monasterochiaravalle.it. rivista Focus dicembre 2019, pag. XIV. Arte e storia di un'abbazia cistercense, L'Abbazia di Chiaravalle. Era qui che, fino alla cacciata dei cistercensi, era conservata la Croce di Ludovico il Pio, o Croce di Chiaravalle, capolavoro di oreficeria romanica, oggi esposta al Museo del Duomo. Privacy | Il concerto è noto tra i campanari per la notevole pregevolezza e limpidezza del suono dei suoi bronzi ed è riconosciuto tra i migliori lavori del Pruneri in terra ambrosiana. Esterno al chiostro, tra il refettorio e l'ala dei conversi, è un edificio forse destinato a officina. I fratelli Giovan Battista e Giovan Mauro Della Rovere, detti i Fiammenghini, si dedicarono alla decorazione di gran parte dell'interno della chiesa; in particolare il transetto e il presbiterio sono decorati da un ciclo seicentesco. Sulle altri pareti spiccano Profeti e Patriarchi: Salomone, Abramo, Giacobbe, Osea, Geremia e Davide. Era illuminata dalle sole due finestre ogivali poste nelle pareti diagonali nell'abside. Mappa del sito | Note legali | In quella più antica si possono osservare le tracce degli affreschi attribuiti a Callisto Piazza, nell'altra invece si trova la Incoronazione della Vergine con i santi Benedetto e Bernardo del 1572 di Bernardino Gatti detto Il Sojaro, allievo del Correggio, spostata nel 1952 durante i restauri della chiesa principale a seguito della riapertura delle finestre dell'abside. 29, Chiaravalle. La griglia di ferro battuto che caratterizza l'entrata è della fine del XVII secolo; dell'antica cinta muraria che circondava il monastero rimangono invece solo due piccoli tronconi ai lati della torre d'accesso, mentre non vi è più alcuna traccia del fossato. Nel 1412 si concludono i lavori alla cappella della sagrestia e si costruisce la cappella di S. Bernardo, a sinistra dell'ingresso al monastero. La cappella absidale ha terminazione rettilinea ed è affiancata per ciascun lato da tre più basse cappelle con affaccio sul transetto. La fondazione dell'abbazia di Chiaravalle presso Milano è direttamente connessa con la figura di san Bernardo. Benché il piano dei sostegni si dislochi omogeneamente, l'ossatura strutturale è a sistema alternato, con copertura a volte a crociera cupoliforme costolonate, impostate su ogni seconda coppia di pilastri. Le bifore, trifore e quadrifore sono formate da marmo di Candoglia (lo stesso del Duomo di Milano), mentre le monofore sono in cotto. L'abbazia di Chiaravalle (in latino, Sanctæ Mariæ Clarævallis Mediolanensis, conosciuta anche come Santa Maria di Roveniano) è un complesso monastico cistercense situato nel Parco agricolo Sud Milano, tra il quartiere Vigentino e il quartiere Rogoredo. Ad ogni grande campata centrale corrispondono così due minori campate per lato. Dal lato sud, interamente rifatto, si può avere un bel colpo d'occhio sulla Ciribiciaccola, che spicca sopra la chiesa. Tra XII e XIII secolo il monastero vede confermata la protezione della Sede apostolica e riceve numerosi privilegi anche da parte imperiale. Il braccio sud è dedicato ai santi e vescovi dell'Ordine cistercense: sopra la porta della sacrestia troviamo la Erezione del primo monastero di Cîteaux, gli ovali con la Vergine, san Benedetto e san Bernardo, san Domenico Abate, sant'Alberico, san Galgano e san Vittore monaco.